Ima tagliata e telecamere: la D’Annunzio in agitazione
CHIETI. «La sospensione arbitraria da parte del dg della D’Annunzio Filippo Del Vecchio, dell’Ima (indennità mensile di ateneo) nella busta paga di 300 dipendenti, la messa in discussione della...
CHIETI. «La sospensione arbitraria da parte del dg della D’Annunzio Filippo Del Vecchio, dell’Ima (indennità mensile di ateneo) nella busta paga di 300 dipendenti, la messa in discussione della validità del contratto nazionale del lavoro relativo al personale Cel (collaboratori esperti linguistici).
E ancora l’installazione di 34 videocamere di sorveglianza interna senza informare preventivamente rsu e sindacati e la mobilità di lavoratori e lavoratrici appartenenti alle categorie protette, soprattutto personale non vedente, in servizio al centralino dell’Università che a fine mese verrà sostituito da un risponditore automatico».
Sono queste le motivazioni che hanno spinto i lavoratori della d’Annunzio iscritti alla Cisal di dichiarare lo stato di agitazione e di rappresentare i problemi elencati al prefetto Fulvio Rocco De Marinis. «Nell’assemblea dei lavoratori» spiega Goffredo De Carolis, rappresentante legale d’Ateneo di Csa Cisal «si è discusso delle iniziative da intraprendere a seguito delle inadempienze dell’amministrazione universitaria e dei gravi atti contro il personale unilateralmente assunti dalla stessa nei confronti delle lavoratrici e i lavoratori dell’Ateneo». E così mentre continua la luna di miele tra sindacati nazionali e vertici della d’Annunzio, scoppia la dichiarazione di guerra della Csa Cisal contro rettore Carmine Di Ilio e direttore generale. Attriti resi ancora più ruvidi dal mancato invito del sindacato territoriale al tavolo di trattativa per la ricostruzione del fondo accessorio che ha già segnato due incontri al Crui di Roma. (y.f.)

