Immigrati, in 30 studiano l’italiano

13 Giugno 2022

Lanciano. Ultime lezioni alla Penny Wirton: «Con la lingua evitano sfruttamenti»

LANCIANO. Ancora pochi giorni di lezione, e poi in ferie. La "Penny Wirton" di viale Cappuccini ha avuto quest'anno una frequentazione di quasi trenta immigrati desiderosi di imparare l'italiano. Fondata a Roma da Eraldo Affinati e dalla moglie Anna Luce Lenzi, la Penny Wirton ha diramazioni in tutta Italia, e la sezione lancianese, gestita da Mariella Di Lallo dell'associazione Ado, è l'unica in Abruzzo. È ospitata in alcuni locali del convento di San Bonaventura, e vi si alternano ventuno volontari che con gli immigrati hanno un rapporto di uno a uno.
Il primo impatto è con la loro lingua, che si cerca di ovviare tramite l'inglese. Sono immigrati provenienti da paesi diversi: Afghanistan, India, Burkina Faso, Costarica, Mali, Argentina, Albania, Lituania, finanche Giappone; molti sono arrivati sui barconi, e cercano il mezzo per potersi integrare imparando per prima cosa l'italiano. Ci sono anche ucraini e bielorussi. Le lezioni si svolgono due giorni a settimana per la durata di un paio d'ore e utilizzano due testi dei coniugi Affinati in possesso dell'associazione. «Molti non possono venire perché lavorano», dice Gianni Orecchioni, ex preside, anche lui impegnato in questa esperienza, «ma è importante che imparino l'italiano per evitare sfruttamenti e per cercare nuove relazioni nella nostra società».
Esemplare la vicenda di un ragazzo del Gambia, S.H., che da minorenne decise di abbandonare il suo villaggio poiché i genitori non ce la facevano a sostenere i figli. Oggi lavora in un'azienda agroalimentare in Val di Sangro, ha uno stipendio regolare, e fa la spesa per la sua famiglia su un sito online. L'ispirazione della Penny Wirton è l'insegnamento di don Milani: solo la lingua ci rende uguali.
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