Impiantato il primo mini pacemaker Di Girolamo: il paziente sta bene

2 Marzo 2016

CHIETI. Un pacemaker piccolo quanto una moneta che aiuta il cuore a riprendere il giusto ritmo. E per l’impianto nessun intervento chirurgico, basta veicolare il “bussolotto” fino al ventricolo...

CHIETI. Un pacemaker piccolo quanto una moneta che aiuta il cuore a riprendere il giusto ritmo. E per l’impianto nessun intervento chirurgico, basta veicolare il “bussolotto” fino al ventricolo attraverso la vena femorale. Massimi risultati a rischio zero. Una impresa epica della quale può fregiarsi il policlinico teatino dove il pacemaker più piccolo al mondo, pari a due grammi di peso e circa due centimetri di grandezza è stato applicato al primo paziente.

Si tratta dell’impianto con tecnica mini-invasiva del sistema di stimolazione intracardiaco transcatere Micra Transcatheter Pacing System (TPS). Il dispositivo è stato applicato dal direttore dell’Aritmologia del “SS. Annunziata”, Enrico Di Girolamo, a un paziente 83enne con fibrillazione atriale permanente bradifrequente.

«Il paziente sta bene » spiega Di Girolamo «e da oggi, grazie a questo intervento, potrà tornare ad avere una normale frequenza cardiaca e non sarà più soggetto ad affanni durante gli sforzi».

Grazie al pacemaker prodotto da Medtronic sono state superate una serie di problematiche legate al normale pacemaker monocamerale. A differenza delle tradizionali procedure, infatti, il Micra TPS, in virtù delle sue dimensioni estremamente ridotte e della tipologia di ancoraggio all’interno del cuore, non necessita di alcun filo o elettro-catetere di connessione. Inoltre, non richiede incisioni nel torace né la creazione di una tasca in sede sottocutanea, eliminando così il rischio di potenziali complicazioni, soprattutto infettive.

«Non si tratta di un intervento chirurgico vero e proprio» afferma Di Girolamo «si procede pungendo la vena femorale, la si dilata con una serie di introduttori a calibro crescente e si risale, infine, con un dispositivo che libera il pacemaker, lo si orienta nel ventricolo cercando la posizione più adatta e lo si rilascia nel sito d’ancoraggio. Questa procedura non provoca cicatrici, ma solo un piccolo taglio al linguine». Con questo nuovo dispositivo, come per ogni altro pacemaker, il paziente deve sottoporsi a un ciclo di controlli postoperatori. Tuttavia, grazie alla sua tecnologia wireless è possibile fornire un servizio di monitoraggio a domicilio con un telefono gsm che, tutte le notti o in un determinato momento della giornata deciso precedentemente, interroga il pacemaker inviando una mail o un sms allo specialista in caso di malfunzionamenti o problematiche cliniche.