Impianti irrigui bloccati: esposto alla Corte dei conti

Di Stefano (FI) accusa la Regione e il Consorzio di bonifica sui 7 milioni revocati In Val di Sangro la rete idrica per l’agricoltura manca solo nella zona di Paglieta
PAGLIETA. «Ci rivolgeremo alla Corte dei conti per fare chiarezza sull’atteggiamento tenuto dall’ex commissario del Consorzio di bonifica Sud, l’architetto Sandro Annibali, sui danni provocati dal mancato finanziamento degli impianti irrigui in Val di Sangro». L’ha affermato ieri mattina in una conferenza stampa in Val di Sangro, il deputato Fabrizio Di Stefano (FI) presente il sindaco di Paglieta, Nicola Scaricaciottoli.
L'argomento è un finanziamento saltato: ben 7milioni di euro che dovevano servire per il completamento della rete irrigua, a regime forzato, che in Val di Sangro manca nel solo territorio di Paglieta, cosa che provoca un danno agli agricoltori che fanno i conti o con colture in secca o con troppa acqua, per colpa di una rete vetusta. «Il finanziamento fu ottenuto nel 2013 per merito dell’allora assessore regionale Mauro Febbo e del governo di centrodestra, in sinergia con il Consorzio», ha spiegato Di Stefano, «a giugno 2014 ci fu l’apertura delle buste della gara d’appalto, con l’assegnazione provvisoria a luglio 2014. Nel frattempo il ministero aveva comunicato la revoca, unitamente a un altro finanziamento nell’Alto Vastese. Il Consorzio contestò questa marcia indietro del ministero e a settembre 2014 fu riassegnato il finanziamento alla diga di Chiauci. A questo punto», ha spiegato Di Stefano, «il Consorzio fece ricorso al Tar Lazio, che sicuramente gli avrebbe dato ragione per analogia con la richiesta del primo finanziamento. Il 4 novembre la Regione autorizzò il ricorso e il 10 novembre il Cipe riassegnò i finanziamenti per la diga di Chiauci. Il 14 novembre, la Regione, in virtù della perdita dei due finanziamenti (uno era già stato recuperato, ndc) nominò il commissario Annibali, che a gennaio 2015 deliberò la rinuncia al ricorso che si sarebbe dovuto discutere, con esito sicuramente positivo, la settimana successiva». Per Di Stefano il motivo di quella rinuncia fu che se il Tar avesse dato ragione al Consorzio, sarebbero venuti meno i motivi del commissariamento. «Si è voluto anteporre l’interesse della Regione nel commissariare l’ente, all’interesse di questa parte d’Abruzzo».
Scaricaciottoli ha spiegato l'importanza dell’opera che è nei cassetti della Regione dal 1993: «Renzi ha annunciato una pioggia di finanziamenti nel settore irriguo per tutte le regioni: chiedo a Luciano D’Alfonso, presidente della Regione Abruzzo, di reinserire quest’opera nella progettualità regionale in vista di tali finanziamenti».
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