Impianti più vicini alle case «Iter più facile per le ditte»

Atessa. Rifiuti: la Regione modifica i “criteri localizzativi” per nuovi insediamenti Nsc protesta: strada spianata ai progetti in Val di Sangro e a Rocca San Giovanni
ATESSA. I progetti della Di Nizio a Saletti e la discarica di amianto a Rocca San Giovanni potrebbero avere facilitato l’iter approvativo. La doppia azione della Regione che, da una parte, è al fianco di cittadini, sindaci e associazioni che combattono contro i progetti di nuovi insediamenti inquinanti in Val di Sangro e, dall’altra ci ripensa (depotenziandoli) sui criteri localizzativi per gli impianti di trattamento dei rifiuti approvati ed adottati con la legge regionale 5 del 23 gennaio. Con questa modifica alla legge (“Norme a sostegno dell’economia circolare-Adeguamento Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti), oltre a diverse altre aziende, anche la Di Nizio (progetto per la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione, con adiacente deposito per rifiuti pericolosi e non pericolosi) e la discarica di amianto a Rocca San Giovanni avranno agevolato l’iter approvativo? «Si tratta di una modifica intervenuta nel silenzio più totale e tutto questo con buona pace della salute e del benessere degli abruzzesi», afferma Alessandro Lanci, presidente di Nuovo Senso Civico. La nuova tabella riduce enormemente le distanze tra luoghi definiti “funzioni sensibili” e gli impianti di trattamento dei rifiuti. Ad esempio, se una discarica destinata a rifiuti contiene amianto, secondo la precedente tabella doveva essere collocata a non meno di 2.000 metri, adesso saranno sufficienti 1.000 metri. Per gli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e speciali basterà una distanza di 1.000 e non 2.000 metri. Per gli impianti di condizionamento di fanghi dai 1.500 metri si passa ai 500. E per le distanze non si deve tener conto di singola abitazione ma di nucleo abitativo. Il 12 marzo scorso la Di Nizio ha chiesto al Servizio di valutazione ambientale della Regione, dopo le osservazioni giunte da parte di Nuovo Senso Civico, Legambiente e del Comune di Atessa, un rinvio di almeno 30 giorni della data della conferenza dei servizi. «Per mesi abbiamo chiesto alla Regione, nel corso di diverse procedure autorizzative», continua Lanci, «di rigettare alcune iniziative, tra le quali quelle relative alla Di Nizio e alla discarica di Rocca San Giovanni, perché non compatibili con i criteri localizzativi indicati nella legge regionale 5/2018. Richieste sempre disattese dai funzionari e adesso quelle distanze sono state più che dimezzate. Quanto accaduto è gravissimo perché dimostra come la Regione e le sue strutture non siano al servizio dei cittadini. Questo provvedimento, che ha riaperto la strada a tante procedure ferme, ne è la prova. Tutto questo nel silenzio assordante di tutti».
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