Impianto eolico a Tollo, il Comune dice no

C’è il progetto per l’insediamento di una mega pala a San Pietro. Il sindaco: «Impatta con i vigneti»
TOLLO . Una pala eolica dalle dimensioni imponenti, con la torre alta 68 metri e l’elica lunga 31, al punto che la struttura raggiungerebbe un’altezza di 99 metri. Energia green su cui però il sindaco Angelo Radica, facendosi anche portavoce del parere di numerose aziende locali, esprime tutte le sue perplessità. A Tollo scoppia il caso per l’insediamento di un impianto eolico in contrada San Pietro, a poca distanza da un impianto fotovoltaico ma soprattutto vicino all’area archeologica di una villa romana che è sottoposta a fase di restauro in collaborazione con la società Feudo Antico.
Ma, come specificato dalla ditta che intende realizzare l’impianto, il punto in cui verrebbe a nascere la struttura non ricade in area vietata o vincolata. Ecco perché in questo momento non ci sarebbero le premesse per evitare la realizzazione di questo impianto. Tuttavia sembrerebbe che la Sovrintendenza voglia avviare la procedura di riconoscimento dei vigneti tollesi come siti di notevole interesse pubblico. Un passo che potrebbe bloccare la procedura. Inoltre il Comune di Tollo, come altre località interessate da possibili insediamenti di questo genere, sono in contatto con la Regione in quanto questa ha nelle sue competenze la possibilità di indicare i punti del territorio che non risultano idonei a simili strutture.
Ma perché queste perplessità verso una fonte di energia pulita? «Questo investimento danneggia il paesaggio vitivinicolo e importanti impegni di aziende che creano ricchezza e benessere», spiega il sindaco Angelo Radica. Lo stesso ricorda che si sta lavorando alla nascita di due comunità energetiche «in grado di produrre 600 kw di energia pulita con i pannelli fotovoltaici sui tetti per 300 famiglie».
La pala eolica sarebbe localizzata tra le vigne che giorni fa hanno ricevuto una menzione al Premio del Paesaggio. Proprio per i caratteristici vigneti a pergola è stata avviata la procedura per l’iscrizione nel registro del patrimonio dell’Unesco. Senza contare il fatto che a poche centinaia di metri dal punto in cui nascerebbe l’impianto si trovano le abitazioni della contrada, le quali potrebbero quindi essere coinvolte nell’inquinamento acustico prodotto dal rumore che caratterizzerebbe un simile impianto. (a.s.)
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