Impiegati di Teateservizi: oggi il tavolo con il sindaco

Sos dei sindacati: «La politica intervenga o siamo pronti ad andare dal prefetto» Ferrara risponde alla richiesta dei 25 lavoratori: «Sono disponibile a ricevervi»
CHIETI. Sono stati convocati oggi alle 15.30 dal sindaco Diego Ferrara le sigle sindacali e le Rsa della Teateservizi che, subito dopo la notizia del fallimento della società pubblica, hanno lanciato un grido d’aiuto al Comune per conoscere il loro futuro. Ancora al lavoro come da contratto, nonostante gli uffici della sede in piazza Carafa sono chiusi «fino a nuova comunicazione», come si legge sul cartello affisso davanti alla porta d’ingresso. I 25 lavoratori della partecipata e le loro famiglie sono in ginocchio. «Non hanno neppure la forza di parlare, sono distrutti e abbattuti», è quanto riferiscono i sindacalisti che si fanno portavoce della preoccupazione del personale che per anni ha lavorato nella società pubblica.
OGGI L’INCONTROÈ arrivata ieri pomeriggio la risposta del sindaco Ferrara ai lavoratori che mercoledì mattina, dopo pochissime ore dalla notizia del fallimento della società, hanno messo nero su bianco e inviato al sindaco. «Chiediamo un incontro urgentissimo al fine di conoscere il futuro di tutti i lavoratori della Teateservizi impiegati nei settori tributi e parcheggi», si legge nella loro lettera. Oggi pomeriggio, Rsa e sindacati (Fp Cgil, Cisl Fp, Felsa Cisl, Uilfpl, Uiltucs e Confsal) sono stati invitati nell’ufficio al primo piano della sede provvisoria del Comune per un confronto con il sindaco Ferrara. Tra le richieste dei sindacati ci sono l’applicazione dell’accordo con clausola di salvaguardia e l’esercizio provvisorio.
L’SOS DEI LAVORATORITra i 25 lavoratori ci sono dodici con contratto a tempo indeterminato, uno a tempo determinato, quattro in somministrazione ufficio tributi e otto che si occupano dei parcheggi. I dipendenti stanno comunque andando al lavoro, ma l’attività è in blocco. «Nessuno ha comunicato loro cosa fare», racconta Smeraldo Ricciuti (Confsal Fenal), «moralmente sono abbattuti, si sentono presi in giro perché nessuno li ha tutelati. Pensavano nell’applicazione del concordato preventivo che permetteva di andare avanti nel lavoro e nel servizio di riscossione. Sono dei lavoratori pubblici in un ambito privato». Se domani non dovesse venire fuori una soluzione, i sindacati sono pronti a seguire altre vie. «Diamo tempo massimo fino a martedì mattina, poi scriviamo al prefetto Mario Della Cioppa», incalza Ricciuti.
«si attivi la politica»Dopo la sentenza del tribunale, i lavoratori si auspicavano l’esercizio preventivo. «Era l’unica speranza», dice Marco Angelucci (Uil-Fpl), «ora è tutto nelle mani del Comune e questo ci preoccupa perché, ad oggi, quanto detto dalla politica non è mai stato portato a termine. Ora ci vuole un grande sforzo per trovare una soluzione al servizio di riscossione e per i lavoratori». Si riaccendono i riflettori sulla clausola di salvaguardia tra società e socio unico (il Comune) che permette al personale di lavorare anche in caso di cambio gestore. «Deve essere rispettata», continua Angelucci, «oggi la politica deve dare soluzione o sarà un altro schiaffo per la città». «La situazione di Teateservizi viene da lontano tanto che già negli anni precedenti eravamo anche stati dal prefetto», ricorda Giuseppe Rucci (Fp-Cgil), «tutto è dipeso dalla mancata approvazione dei tre bilanci. Sotto questo punto di vista gli organi preposti valuteranno».
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