Imprenditore teramano rileva le aziende Valsinello

16 Marzo 2016

Affitta i capannoni industriali delle due imprese fallite del gruppo di Gissi, potrà acquistarli successivamente. Si apre uno spiraglio per i lavoratori

GISSI. Un contratto d’affitto con la formula del rent to buy (o affitto con riscatto) -uno strumento recente introdotto dal decreto Sblocca Italia del 2014, ma ancora poco utilizzato- apre uno spiraglio nella grave crisi occupazionale che ha colpito la Val Sinello, la zona industriale di Gissi. Grazie al lavoro costante e silenzioso di imprenditori, magistrati e professionisti, è stato raggiunto un accordo con una solida impresa teramana, guidata da Massimiliano Carpineta, giovane e affermato imprenditore, che ha affittato i capannoni industriali di due aziende fallite, la società Valsinello srl e la Teknolamiere srl, che facevano parte dello stesso gruppo.

La formula scelta è quella del rent to buy, cioè la possibilità di affittare subito ed acquistare successivamente (in genere dopo i primi tre anni), l’intero compendio aziendale scomputando il costo dell’affitto pagato al momento dell’opzione. La società che ha firmato il contratto opera nel campo della carpenteria metallica con sbocchi occupazionali anche all’estero. Il risultato è stato raggiunto dopo il fallimento di una lunga trattativa, durata circa un anno e mezzo, con un’altra società della zona industriale della Val di Sangro. Senza il contratto d’affitto dei capannoni e dei macchinari l’unica alternativa sarebbe stata la vendita all’asta dell’intero blocco aziendale e, in quel caso, i macchinari sarebbero stati considerati rottami ferrosi.

«Abbiamo la dimostrazione pratica che quando la volontà di fare c’è ed è concreta, si possono raggiungere positivi risultati», commenta Antonio Cuculo, curatore fallimentare, «il contratto d’affitto aziendale stipulato potrebbe fare da volano per un sito che sembrava condannato alla desertificazione. L’auspicio, conoscendo le capacità della società conduttrice, è che altri imprenditori seguano l’esempio e che la zona industriale della Val Sinello torni ad essere florida come un tempo. Questo, intanto, è già un buon inizio: nella prima fase potranno essere reintegrate diverse unità lavorative», sottolinea il consulente. Questo risultato è stato reso possibile grazie al lavoro e alla determinazione della curatela fallimentare nelle persone del giudice delegato, Elio Bongrazio, del curatore fallimentare Cuculo, coadiuvato dalla collaboratrice di studio Sonia Celenza, dal Comitato dei creditori e dal personale del tribunale. Insomma, finalmente una buona notizia per un agglomerato che ha registrato in questi ultimi anni la chiusura di numerose aziende.

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