Imprenditori locali per salvare la piscina

Le Gemelle restano chiuse: spunta una cordata di professionisti interessata a rilanciare l’impianto
LANCIANO. Restano sospese le attività del centro sportivo Le Gemelle 2.0 e in città monta la protesta. Dopo le promesse non mantenute da parte del gestore Vincenzo Serraiocco di riaprire l’impianto che conta oltre 2.300 iscritti, la situazione che si trascina ormai da oltre dieci giorni non è cambiata. Parcheggio esterno semi deserto e soltanto la sala attrezzi aperta a chi volesse fare attività libera senza istruttore. Ma nella struttura è un continuo via vai di clienti insoddisfatti che chiedono il rimborso degli abbonamenti effettuati. A fronteggiare le proteste, anche molto vivaci, ci sono due collaboratori di Serraiocco, ma il centro resta attualmente privo di personale.
Intanto il Comune ha già dato mandato agli uffici di inoltrare le sanzioni previste dal contratto di gestione con la società SportLife. Dopo che il personale di Palazzo di città si è recato nella struttura verificando che le attività sportive e agonistiche sono sospese sia in palestra che in piscina, gli uffici comunali faranno valere quanto stabilito dal contratto in caso di mancata erogazione dei servizi. Si tratta di multe che possono andare dai mille ai 10mila euro e che possono essere reiterate di settimana in settimana in attesa della effettiva e completa ripresa di tutte le attività. E mentre si studia in Comune un modo per rescindere il contratto con il gestore che dovrebbe amministrare il centro sportivo per altri 27 anni, si sono fatti avanti anche alcuni imprenditori locali. Si tratterebbe di una cordata di professionisti del posto che avrebbero pensato di investire in una struttura che, per numeri e potenzialità, è unica nel suo genere. Anche la presenza di due piscine semi olimpioniche in un territorio in cui non ci sono impianti del genere, avrebbe spinto alcuni imprenditori ad avviare una prima timida trattativa. Ma si tratta di un percorso che potrebbe rivelarsi lungo e non privo di intralci burocratici, gli stessi a cui si troverebbe di fronte il Comune, proprietario della struttura, se dovesse vedersi costretto a rescindere il contratto di gestione per gravi inadempienze. Oltre alle lungaggini burocratiche e agli eventuali problemi legali, bisognerebbe far fronte soprattutto ai debiti accumulati finora (ancora da quantificare) e risolvere anche i problemi legati ai contratti degli oltre 40 dipendenti del centro sportivo.
Daria De Laurentiis
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