Imputati, testimoni e video Il maxi processo fa paura

14 Dicembre 2014

Operazione Tramonto: la città si prepara per la sicurezza in vista del 3 febbraio È la prima volta in Abruzzo che si celebra un’udienza di questa portata

VASTO. Ottantuno imputati, 140 testimoni, un esercito di avvocati e rappresentanti delle forze dell’ordine in arrivo dalle province di Napoli, Salerno, Foggia, Latina e Ascoli Piceno. Previsti collegamenti video. Imponenti misure di sicurezza saranno prese il 3 febbraio prossimo per la celebrazione a Vasto del processo agli indagati dell’“Operazione Adriatico”. Decine di toghe agguerrite arriveranno da tutta Italia. Il processo è l’epilogo della maxi operazione firmata dal Procuratore distrettuale antimafia dell’Aquila, Fausto Cardella, e i sostituti procuratori Antonietta Picardi e David Mancini, oltre che dal procuratore di Vasto, Giancarlo Ciani, a conclusione di un’articolata e complessa attività di indagine delegata al Raggruppamento operativo speciale (Ros) dei carabinieri e condotta unitamente ai carabinieri del comando provinciale di Chieti e ai colleghi della compagnia di Vasto.

L’accusa per gli imputati è pesante: associazione di tipo mafioso, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti. Fiumi di droga scorrevano lungo l’asse adriatico. E non solo. Fondamentali ai fini dell’inchiesta sono state le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. L’operazione impegnò centinaia di carabinieri del comando provinciale di Chieti, del Ros e della compagnia di Vasto, unitamente ai comandi dell’Arma territorialmente competenti delle province di Napoli, Salerno, Foggia, Latina e Ascoli Piceno.

È la prima volta che in Abruzzo si registra un processo di queste dimensioni. All’inizio gli indagati erano 115. Alcuni di loro furono arrestati, altri andarono ai domiciliari, altri ancora denunciati a piede libero. «La risposta della magistratura vastese ai tentativi di presunta infiltrazione camorristica è stata dura e tempestiva. Va dato atto al procuratore di Vasto, Giancarlo Ciani, di essere riuscito a ricostruire con l’attività d’indagine un mosaico intricato ed inquietante dando immediatamente una risposta in difesa della legalità. È evidente, però, che le responsabilità andranno individuate singolarmente», afferma l’avvocato Fiorenzo Cieri che insieme all’avvocato Giovanni Cerella difende diversi indagati. La Direzione nazionale antimafia ha seguito le complesse attività investigative, anche in relazione agli inediti profili associativi mafiosi che, per la prima volta nel Vastese, sono stati contestati .

Paola Calvano

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