Imputato di usura, beni confiscati

25 Settembre 2014

L’avvocato: faremo ricorso. Dalla stessa accusa assolto un uomo di Altino

LANCIANO. Assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste. Alla lettura della sentenza da parte del presidente del collegio, Francesco Marino, ha tirato un sospiro di sollievo Giuseppe Carmine Rossetti.

L’uomo, di Altino, era stato rinviato a giudizio per usura continuata, dal 2008 al 2009 nei confronti di Mario Di Campli, ex dipendente della Procura di Lanciano, a cui secondo una prima accusa, avrebbe chiesto a fronte di alcuni prestiti, tassi di interesse elevati. Invece, secondo il tribunale frentano, non c’è stata alcuna usura, tanto che lo stesso pubblico ministero, Anna Benigni, ha chiesto ai giudici l’assoluzione dell’imputato. Assoluzione arrivata peraltro con formula piena.

Sempre ad una questione di usura è legata invece la confisca dei beni decisa dal tribunale di Chieti nei confronti di Felice Di Fazio, di Frisa che è imputato in un processo in cui è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e usura. Si tratta di beni per lo più intestati alla ex moglie e alle due figlie dell’uomo, ossia tre terreni, tre appartamenti e un magazzino a Santa Maria Imbaro, un garage e due appartamenti a Lanciano e otto autovetture.

Una confisca già impugnata dal legale dell’uomo, Michele Di Toro.

«La decisione del tribunale di Chieti poteva essere congelata momentaneamente» spiega Di Toro «considerando che ci sono altri due procedimenti pendenti in Corte di Cassazione e in Appello che riguardano Di Fazio. Il provvedimento avverso la misura della sorveglianza speciale a cui è stato sottoposto e il procedimento contro proprio i sequestri effettuati dalla Procura di Lanciano. Chiedevo di attendere almeno queste sentenze», conclude l’avvocaato, «anche perché in caso di pronunciamento favorevole verso Di Fazio la confisca decade. Ad ogni modo ho impugnato anche questa decisione del tribunale di Chieti».(t.d.r.)

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