In 1.186 ai test di Medicina Chieti regge: nessuno calo

4 Settembre 2019

La presidente del corso di laurea Muraro: iscrizioni in linea con quelle del 2018 Ecco perché gli studenti scelgono la d’Annunzio: è un buon ateneo, città tranquilla

CHIETI. L’università d’Annunzio continua a piacere e ad attrarre studenti, in controtendenza con i cali nazionali. Lo dimostrano i dati sulla partecipazione ai test d’accesso al corso di laurea di Medicina e Odontoiatria che si sono svolti ieri mattina. «Dei 1.252 ammessi a sostenere la prova», spiega la presidente del corso di laurea di Medicina, Raffaella Muraro, «se ne sono presentati 1.186, per 236 posti, dato in linea con quello dell’anno scorso, quando ai test erano in 1.216. Non c’è stato, dunque, il calo dell’8% registrato a livello nazionale». E parlando con i ragazzi che ieri hanno sostenuto la prova, si capisce perchè la d’Annunzio e Chieti continuino a piacere. Guglielmo Rutigliano, 18 anni di Foggia, avrebbe potuto scegliere di restare nella sua città dove c’è Medicina. Ma «ho dei cugini che studiano qui e mi hanno detto che l’università è ben organizzata e Chieti è una città universitaria dove è possibile concentrarsi per studiare». Stesso giudizio anche per Filippo Ianuzziello che arriva da Montalbano Jonico, in provincia di Matera, che è stato già un anno in città come studente di Scienze motorie e prova per la seconda volta a entrare a Medicina: «In questo primo anno mi sono trovato molto bene», dice, «sia a Scienze motorie che in città, dove giro comodamente in bici. Il test quest’anno è stato modificato nella struttura: rispetto all’anno scorso c’erano più domande di cultura generale e meno di logica». «Forse era un po’ più facile dell’anno scorso», dicono la pescarese Giulia Pietrangeli e la foggiana Claudia Tedesco, entrambe già iscritte a Farmacia. Anche la teatina Eleonora Ricciuti è al suo secondo tentativo e anche lei ha già frequentato un anno alla d’Annunzio, ma è iscritta a Ostetricia: «Le domande di logica erano di meno rispetto all’anno scorso, ma mi sembravano comunque più difficili. E neanche quelle di cultura generale erano così facili. Se riesco ad entrare, mi piacerebbe diventare ginecologa», dice la studentessa. A spiazzare i candidati sembra siano stati proprio i quesiti di cultura generale, saliti da 2 a 12: «E dire che io ero più ferrata in logica», si rammarica Claudia Gottardo, 20 anni di Lecce. Anche lei ci prova per la seconda volta, è iscritta a Scienze motorie a Roma e ha deciso di trasferirsi a Chieti «per amore»: «Il mio ragazzo studia qui», spiega, «e mi ha detto che è una bella università». Luciano Clemente Grippo, 19 anni, è arrivato da Foggia a Chieti perché «qui il punteggio dà più chance di entrare».
«Questo ateneo è grande e ben strutturato», aggiunge Stefano Ruffini, 19 anni di Mosciano Sant’Angelo, che prova per la prima volta a entrare a Medicina, «anche nell’organizzazione dei test è stato facile trovare la propria aula». Apprezzati anche i corsi preparatori organizzati dalla Scuola di medicina presieduta da Patrizia Di Iorio: «Noi li abbiamo frequentati tutti», dicono i pescaresi Francesco La Penna, Giulia Mazzarino e Angela Mignella che ce l’hanno messa tutta per inseguire il sogno di diventare il primo cardiologo e le seconde pediatra. Ma chi prova a superare il test per la prima volta ha già un “piano B”: «Io mi sono iscritto anche ai test per Infermieristica che si tiene l’11», dice Manuel Amerì incrociando le dita.