In 300 firmano l’appello di Mastropasqua

Nasce il Coordinamento clinico della D’Annunzio. La richiesta: non scindere ospedale e università
CHIETI. Il richiamo all’unità di Leonardo Mastropasqua ha avuto l’esito sperato. Con una massiccia adesione, nasce il Coordinamento clinico dell'Università d'Annunzio, lanciato dal celebre oculista. Sino a ieri erno 300 le adesioni al Coordinamento. Le firme sono di professori ordinari, associati e ricercatori dei 13 dipartimenti dell'ateneo e dei primari ospedalieri. Una risposta compatta e trasversale rispetto all'appartenenza di facoltà e sede, indice anche del momento di difficoltà che sta vivendo l’ateneo. Il rischio più grande, sollevato da Mastropasqua, è quello di un declassamento del polo delle facoltà mediche, dovuto a una riorganizzazione delle strutture ospedaliere. C’è infatti la possibilità che l’ospedale teatino venga elevato di livello e che, però, perda le cliniche universitarie.
La prima richiesta ufficiale del nuovo Coordinamento cerca di scongiurare proprio questa possibilità. «La legge 382/80 prevede l'inscindibilità tra ricerca, assistenza e formazione», sottolinea Mastropasqua a riguardo. «La ricerca e la formazione, compiti istituzionali delle università non possono sussistere senza l'assistenza di livello elevato e complesso. L'università non può essere relegata ad un ospedale di primo livello, unico caso italiano, perché perderebbe le scuole di specializzazione, i corsi di laurea e di conseguenza gli studenti con gravissimo danno economico e culturale per il territorio e per la regione. Nessun giovane sceglierebbe di iscriversi per formarsi in una sede senza futuro. L'università "G. d'Annunzio" entrerebbe quindi a far parte delle università da chiudere o da accorpare come previsto dalle attuali linee governative e politiche. Alla luce di quanto esposto», conclude Mastropasqua, «chiediamo alle istituzioni di includere negli ospedali di secondo livello tutte le cliniche universitarie».
Il nuovo Coordinamento ha dunque lanciato compatto la sua prima battaglia. Mastropasqua chiede anche di rivedere le convenzioni che legano università e ospedale.
Sebbene presentata in piena campagna elettorale per il rettorato, l’iniziativa, sottolinea il professore, vuole rimanerne completamente estranea. Tanto è vero che, considera infine Mastropasqua, tra i sostenitori del Coordinamento, sono presenti tutti i sei candidati rettori. (a.i.)

