In 4.438 al concorsone della Asl «Vogliamo un futuro stabile»

9 Gennaio 2020

Alla prova nel palasport si presenta la metà dei candidati, madri e figli partecipano insieme al quiz I primi mille classificati resteranno in corsa per le 30 assunzioni da infermiere a tempo indeterminato

CHIETI. Il popolo dei concorsi si mette in fila davanti al palasport. Ma stavolta non ci sono partite di basket o concerti da seguire: 4.438 infermieri hanno l’unico, legittimo obiettivo di abbattere quel muro di precarietà che li separa da un futuro con basi più solide. In palio, a Pesaro, ci sono trenta assunzioni a tempo indeterminato per la Asl Lanciano Vasto Chieti. Sì, a Pesaro, perché è arrivata una valanga di domande per partecipare al test, e in Abruzzo non ci sono strutture ritenute adeguate per accogliere questo esercito che va a caccia del posto fisso. Allora l’azienda sanitaria teatina ha deciso di emigrare nelle Marche e prendere in affitto, al costo di 15mila euro, il mega impianto sportivo a forma di astronave. I mille concorrenti che passeranno dovranno affrontare lo scoglio della prova scritta, della pratica e dell’orale. Se non sei quell’uno su 148 che ce la fa, non ti resta che riprovare altrove. Anche se, come si affrettano a spiegare i partecipanti, l’importante è entrare nella graduatoria dalla quale la Asl pescherà per le prossime assunzioni.
Dei 7.821 candidati che hanno versato i 10 euro e 50 centesimi per provare il concorso, alla fine se ne presentano poco più della metà, il 55% per l’esattezza. Arrivano da tutta Italia: più di un terzo sono abruzzesi, ma c’è anche chi è partito dalla Sicilia. Cominciano a ritrovarsi nel parcheggio del Vitrifrigo Arena quando mancano oltre due ore all’inizio del concorso. Anche il rischio di code sull’A14 è stato scongiurato. C’è tutto il tempo per ripassare gli ultimi appunti, intanto ai banchetti dentro il palasport si formano le prime file per il controllo dei documenti. Disposti in fila con un seggiolino di distanza l’uno dall’altro, ai candidati viene consegnata la prova. Ore 12, scatta il cronometro per gli ammessi alla sessione mattutina. Le misure di sicurezza funzionano: 140 dipendenti della Asl controllano che nessuno faccia il furbetto e un sistema di disturbatori di frequenza non consente l’utilizzo dei cellulari. Il test dalla durata di mezz’ora si conclude senza intoppi. All’uscita, ecco un gruppo di ragazze abruzzesi. Annalisa Fasciani, 37 anni, Ilaria Di Benedetto, 34, e Annalisa Ciamacco, 36, lavorano insieme all’Unità complessa di cure primarie di Scafa. Sono partite alle 4.30, in auto, per arrivare a Pesaro in tempo ed evitare di rimanere bloccate in autostrada. «I quesiti», raccontano, «ci sono apparsi più abbordabili rispetto ad altri concorsi che abbiamo sostenuto. Ma è sempre difficile dire in anticipo come è andata: aspettiamo fiduciose. Una cosa è certa: entrare nel pubblico significa avere una vita lavorativa più stabile». Con loro c’è anche Dalila Di Berardino, 28 anni: lei lavora già alla Asl con un contratto a tempo determinato. Ma il posto fisso è tutta un’altra cosa. E lo sa bene anche il nutrito gruppo di ultracinquantenni che, alle soglie della pensione, lavorano con i privati. Così non bisogna sorprendersi se, alla sessione mattutina, una mamma si trova affianco al figlio di 27 anni. E non è lì per accompagnarlo, ma anche lei è una candidata. Altro giro, altra corsa: nel pomeriggio è in programma il secondo turno. Per uno scherzo del destino, il numero dei partecipanti è identico a quello del mattino: 2.219. Fuori dalla sede d’esame, a guardare per i 30 minuti della prova, restano i parenti. «Sono qui per mia figlia, ci siamo sobbarcati 800 chilometri tra andata e ritorno», dice un papà. Jacopo Di Febbo, 26 anni di Chieti, ha fatto invece il test al mattino e sta aspettando la fidanzata Francesca Pulpito: «Ci siamo laureati nel 2016», racconta, «e siamo stati già alle prove di Lodi e Pisa, Teramo e Roma». «Sono di Taranto», dice Francesca all’uscita, «ho deciso di rimanere in Abruzzo perché ci sono maggiori opportunità di lavoro». E adesso spera che anche lei e Jacopo siano fra i mille che proseguiranno la corsa verso il posto fisso.
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