In 500 per l’addio a Bellia «Ha dato lavoro a molti»

24 Agosto 2017

Chiesa gremita per l’imprenditore morto dopo essere stato punto da una vespa  Il gesto di una delle figlie, con indosso la giacca del padre, commuove i presenti

CHIETI. La figlia Nazarena con addosso la giacca del padre, uno scricciolo dentro a una giacca da gigante, e la sorella Rosetta, sorretta da due persone mentre si avvicinava instabile alla bara. Sono le due immagini che più delle altre hanno raccontato il dolore di una famiglia, e di una intera comunità, di fronte alla scomparsa di Pino Bellia, che della famiglia era il perno e per tanti altri un saldo punto di riferimento. Ieri allo Scalo si sono svolti i funerali dell’imprenditore teatino, morto a 61 anni a causa della puntura di una vespa che lo ha mandato in shock anafilattico. Aveva sette figli: oltre a Nazarena, ci sono Amanda, Guendalina, Valerio, Anna Maria, Angelo e Stella. La famiglia è molto numerosa. Oltre alla compagna Natalia e all’ex moglie Anna Maria, ci sono anche la mamma Mafalda, i quattro fratelli Giuliano, Luciano, Gaetano e Gianni e le due sorelle Mariapia e Rosetta. Tanti anche i cugini, tra cui l’ex presidente del Chieti Calco, Walter Bellia. Il rito funebre è stato officiato dal parroco don Gino Marino nella chiesa del Santissimo Crocifisso: «Ha dato lavoro a molti», ha detto don Gino, «e la sua mancanza si vede anche dai tanti intervenuti». Sono state oltre 500 le persone arrivate per dare l’ultimo saluto all’imprenditore. Lo hanno lasciato andare con due lunghi applausi: il primo in chiesa, quando la bara è stata sollevata a braccia da amici e familiari, il secondo quando è uscita fuori dalla chiesa. C’erano tra gli altri anche quattro consiglieri comunali Mario De Lio (che è imparentato con lui), Marco Di Paolo, Marco Russo e Stefano Rispoli. C’eraanche il suo avvocato, Vittorio Supino, ma c’erano soprattutto i rappresentanti del mondo dell’imprenditoria teatina. Da Walter e Luca Tosto, ad Alfiero Marcotullio, a Domenico Merlino e al socio turco Semil Asael che voleva realizzare nell’area ex Burgo (sito che lui stesso aveva smantellato insieme a Merlino alla chiusura della storica cartiera) una residenza di lusso per anziani. (a.i.)