In abbandono l’ex stazione ferroviaria

6 Marzo 2018

SAN VITO CHIETINO. Vetri in frantumi, calcinacci e sporcizia a terra, cavi elettrici scoperti e scritte sui muri. In una parola: degrado. È in condizioni pietose l’ex stazione di San Vito Marina. Una...

SAN VITO CHIETINO. Vetri in frantumi, calcinacci e sporcizia a terra, cavi elettrici scoperti e scritte sui muri. In una parola: degrado. È in condizioni pietose l’ex stazione di San Vito Marina. Una delle stazioni inserite lungo il tracciato della via Verde, che deve essere riqualificata ma che, non essendo di proprietà del Comune, resta nell’abbandono. Lo è da oltre 13 anni, dal passaggio dell’ultimo treno e dall’addio della ferrovia che non ha fatto più la manutenzione. Sono un pugno nell’occhio per la marina, quegli stabili rovinati e per la futura via Verde. Le stazioni sono, fino al 2020, in uso gratuitamente ai Comuni che le hanno ottenute dopo che la provincia ha acquistato per 2,9 milioni di euro il tracciato.
In base all’accordo firmato con Rfi inoltre i Comuni possono esercitare il diritto di prelazione sulle ex stazioni, che visto lo stato in cui sono, non sono state mai utilizzate e nemmeno manutenute. Perché farvi dei lavori se non sono di proprietà? A Rete ferroviaria italiana, Comuni e Regione hanno chiesto nel luglio scorso di cedere questi immobili (30 tra ex stazioni, alloggi, magazzini e case cantoniere, ndc) per 2,5 milioni di euro, ma la società ha chiesto 4 milioni. «Una cifra troppo alta visto lo stato in cui sono», interviene il gruppo consiliare San Vito Bene Comune, «la stazione è un rudere, vale la metà di quanto chiesto. Bisogna però che si dia una accelerata, che la Regione trovi un accordo, perché la stazione così com’è non è un biglietto da visita né per la Marina né per la Via Verde. Vorremo sistemarla, fare dei progetti ma se non l’abbiamo nemmeno in comodato d’uso gratuito per 99 anni, non possiamo investirci. Non possiamo partecipare a bandi europei con progetti che puntano a trasformarla in struttura ricettiva o culturale. Ma così rende monco il progetto della Via Verde».
I sindaci della costa vorrebbero trasformare le ex stazioni in punti di accoglienza, informativi e di ristoro, ma ad oggi anche immaginare una cosa del genere è difficile vedendo la stazione della Marina con i vetri in frantumi dei bagni, della sala di attesa, dell’ufficio del capotreno; l’immondizia sui binari, la plastica, il ferro arrugginito, i calcinacci che si staccano dai muri per la muffa e l’umidità.
Teresa Di Rocco
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