«In Abruzzo oltre 700 illeciti»

1 Luglio 2015

Nelli: dati allarmanti, non possiamo diventare terra dei fuochi

CHIETI. «L’Abruzzo va tutelato e protetto affinché non diventi una nuova terra dei fuochi». L’allarme viene lanciato da Luzio Nelli di Legambiente Abruzzo che commenta in questo modo i dati diffusi dal rapporto dell’associazione ambientalista su ambiente ed ecomafia. Con le sue 742 infrazioni accertate, 712 denunce e due arresti, nel 2014 l'Abruzzo si posiziona al tredicesimo posto della classifica nazionale dell'illegalità ambientale, stilata nell’ambito del rapporto Ecomafia di Legambiente. A preoccupare è soprattutto l'illegalità relativa al ciclo dei rifiuti: sono state registrate 201 infrazioni, con 209 denunce e 59 sequestri. Nel diffondere i dati abruzzesi del rapporto, Legambiente torna sulla vicenda dell’aincendio doloso alla discarica di Colle Marcone: «I rifiuti illegalmente stivati nella discarica dimenticata erano gli scarti della produzione di numerose industrie chimiche e farmaceutiche, ma c'era molto di più: piombo, batterie esauste, sacchi con scarti industriali vari, medicinali e rifiuti ospedalieri e altri materiali non ancora identificati. I dati abruzzesi sono allarmanti», continua Nelli, «per evitare tutto questo occorre e un sistema di controlli efficace, sono il miglior antidoto per debellare le ecomafie, ecco perché ci auspichiamo che nei prossimi mesi sia varata la legge di riforma del sistema delle agenzie ambientali, ancora ferma in Parlamento, e si metta mano alla Legge obiettivo e alla nuova regolamentazione degli appalti». «Finalmente», conclude il presidente di Legambiente Abruzzo, Giuseppe Di Marco, «i reati ambientali saranno adeguatamente puniti. L'approvazione del disegno di legge sugli ecoreati dopo 21 anni di attesa rappresenta sicuramente un salto di civiltà. C'è bisogno dell'applicazione della legge, ma anche di un complessivo cambio di passo, perché non ci si rassegni a pensare al malaffare come a un male senza rimedi». (a.i.)