In Abruzzo un prete coi poteri del papa in confessionale

4 Febbraio 2016

Padre Tito Paolo, passionista del monastero di San Giovanni in Venere, scelto da Francesco per assolvere dai peccati più gravi

FOSSACESIA. Tra i mille “missionari della misericordia” che il mercoledì delle Ceneri verranno inviati in tutto il mondo, secondo il volere di papa Francesco per assolvere i peccati riservati alla Sede Apostolica, c’è anche un religioso della comunità passionista dell’Abbazia di San Giovanni in Venere. Padre Tito Paolo Zecca è arrivato in convento il 22 novembre scorso, proveniente da Moricone, in provincia di Roma.

Il passionista scelto da papa Bergoglio è nato anche lo stesso giorno del pontefice, il 17 dicembre, però del 1941, quindi qualche anno dopo il papa argentino. Nel corso della cerimonia del prossimo 10 febbraio (l’inizio della Quaresima), riceverà l’incarico dal Papa ad essere uno dei testimoni privilegiati nelle singole chiese della straordinarietà dell’evento giubilare che terminerà il 30 novembre 2016. È solo il pontefice che può dare mandato, ai missionari prescelti, di assolvere i peccati riservati solo alla Sede Apostolica. I missionari sono stati scelti da papa Francesco dietro presentazione del loro superiore ordinario (il vescovo o il superiore provinciale).

La notizia è stata ovviamente ben accolta dai confratelli della comunità di San Giovanni in Venere. Le facoltà che saranno concesse anche a padre Tito Paolo, insieme agli altri missionari della misericordia, sono quelle riservate al Papa e alla Santa sede, su peccati cui è legata anche la scomunica riservata, appunto, per l’assoluzione al pontefice. Essi sono: profanazione dell’eucarestia, attentato alla persona del pontefice, violazione del segreto di confessione, sollecitazione a commettere atti sessuali col penitente durante la confessione, ordinazione di sacerdoti e vescovi senza l’autorizzazione del Papa e della Santa Sede.

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