In ansia gli 80 dipendenti della Yokohama

14 Luglio 2019

Ortona. Cgil, Cisl e Uil: mai presentato un piano industriale, vogliamo chiarezza e garanzie per il futuro

ORTONA. I sindacati lanciano l’allarme sul futuro della Yokohama di Ortona. Le segreterie regionali di Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil, denunciano una forte preoccupazione per le sorti dello stabilimento che produce tubi off-shore per condotte petrolifere.
Chiedono maggiore chiarezza e garanzie verso le maestranze: «Il sito di Ortona, già Parker Itr, da quando è stato acquisito dal colosso giapponese, nel 2014, non ha mai presentato un piano industriale degno di questo nome», fanno sapere i sindacati. «Nel contempo, al momento dell’acquisizione, dichiararono che avevano scelto il sito di Ortona come hub per l’Europa e Nord Africa perché rendeva conveniente il trasporto dei prodotti che la stessa Yokohama produce, oltre che ad Ortona, anche nella nuova azienda in Indonesia».
Adesso tra i lavoratori dello stabilimento ortonese, circa 80 persone, c’è grande preoccupazione: «L’anno corrente è caratterizzato da un massiccio ricorso all’ammortizzatore sociale quale la cassa integrazione ordinaria, e il perdurare dell’utilizzo di questo strumento non tranquillizza i dipendenti», rendono noto le segreterie regionali delle tre sigle sindacali. Le stesse si scagliano contro dirigenti e istituzioni: «L’apparente calma della dirigenza locale la riteniamo disarmante, come riteniamo quantomeno strano il lassismo della Regione dove abbiamo richiesto audizione, mai concesso, per un primo confronto» proseguono i sindacalisti Carlo Petaccia (Filctem Cgil), Ettore Di Natale (Femca Cisl), Riccardo De Feo (Uiltec Uil). La volontà dei sindacati è di affrontare subito la questione per non dover discutere eventualmente di una vertenza a giochi fatti, anticipando quindi quelle che dovrebbero essere le soluzioni al problema.
«Lo stesso presidente giapponese del sito di Ortona ci aveva lanciato un grido di allarme in un incontro di marzo 2019: “se continuiamo a non lavorare a regime, potremmo avere grossi problemi”», ricordano le sigle sindacali. Proprio per questo ci sono tutte le intenzioni di affrontare la questione al più presto, tuttavia le difficoltà non mancano: «Abbiamo chiesto di incontrare un responsabile del board giapponese che verrà a visitare il sito entro luglio, ma ci è stato negato», denunciano dalla Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil. Lanciano quindi un accorato appello: «Chiediamo con forza l’intervento delle istituzioni territoriali affinchè si possa quantomeno capire dove stiamo andando».(a.s.)
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