In Appello riottiene 9mila euro confiscati per lo spaccio

SAN SALVO. Dovrà riavere gli 8.300 euro confiscati al momento dell’arresto. Dopo l’assoluzione in primo grado per prescrizione del reato per Mici Dritan, 42 anni, imprenditore albanese coinvolto 10...
SAN SALVO. Dovrà riavere gli 8.300 euro confiscati al momento dell’arresto. Dopo l’assoluzione in primo grado per prescrizione del reato per Mici Dritan, 42 anni, imprenditore albanese coinvolto 10 anni fa nell’operazione Tirana, è arrivato anche il ristoro economico. Dritan era accusato di avere detenuto e ceduto ad altri un ingente quantitativo di stupefacente. In primo grado il 20 maggio 2015 il tribunale di Vasto, accogliendo le richieste del difensore, Giovanni Cerella, aveva derubricato il reato in fatto di lieve entità e, contestualmente, aveva dichiarato l’estinzione del reato per intervenuta prescrizione. I giudici però avevano disposto la confisca di una cospicua somma di denaro: 8.300 euro. L’avvocato Cerella ha impugnato la sentenza chiedendo il dissequestro della somma. La Corte d’Appello di L’Aquila, due giorni fa ha riconosciuto le ragioni dell’imputato e condividendo la tesi difensiva del legale secondo cui la somma non costituiva il provento della cessione di sostanza stupefacente ma era semmai il frutto della sua attività lavorativa quale imprenditore edile, ha riformato la sentenza di primo grado e ha disposto il dissequestro del denaro e la riconsegna della somma all’imprenditore. Soddisfatta la difesa ma anche l’imprenditore liberato del tutto dal peso della vicenda giudiziaria. Dritan Mici, 42 anni, di Tirana, era considerato dai carabinieri il componente di una organizzazione piramidale formata da albanesi e sansalvesi. (p.c.)
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