In arrivo 9mila bollette per l’acqua mai pagata

La Teateservizi va a caccia degli evasori per recuperare quasi 2,5 milioni Ci sono 15 giorni per saldare. Barbone: avvisi bonari ignorati, via alle ingiunzioni
CHIETI. Arriva la stangata di Natale per quasi 9mila teatini che non hanno pagato le bollette dell’acqua. Da stamattina partiranno le raccomandate della Teateservizi, la società a totale capitale del Comune che si occupa della riscossione dei tributi. Sono 7.679 i solleciti di pagamento relativi ai canoni idrici del 2016 e del 2017 per un totale di 1.863.943 euro. Si tratta dell’ultimo invio gestito dalla partecipata di Palazzo d’Achille, considerando che il servizio è passato all’Aca (Azienda comprensoriale acquedottistica) dal 30 giugno del 2017. Gli utenti che riceveranno le lettere avranno 15 giorni di tempo per pagare.
I morosi hanno poco da scherzare: per chi non si metterà in regola neanche stavolta, ci saranno prima le ingiunzioni, ossia veri e propri atti giudiziari, e poi le azioni esecutive, come il pignoramento degli stipendi, delle pensioni e dei conti correnti.
Oggi verranno inviate anche 1.009 ingiunzioni di pagamento, sempre legate al canone idrico, per gli anni 2013, 2014 e 2015: la somma da recuperare è 577.426 euro. Si tratta solo di una prima ondata di atti giudiziari: i prossimi, relativi allo stesso periodo, sono in elaborazione e partiranno nelle prossime settimane.
«Gli invii di questi giorni completano la cosiddetta roadmap della riscossione, ovvero l’attività di recupero straordinario che ha visto la Teateservizi in prima linea a partire dalla scorsa primavera», spiega il direttore generale Antonio Barbone. «Negli ultimi 9 mesi sono stati inviati ben 27.430 avvisi per un importo complessivo di 35.200.093 euro. Si tratta di entrate non riscosse con la fase volontaria, ovvero quella degli invii bonari, e ascritte come residui nel bilancio del Comune». Le ultime operazioni, spiega Barbone, hanno comportato «la notevole diminuzione dell’intervallo temporale tra la scadenza di un atto non pagato e l’invio di quello successivo. Di conseguenza, è aumentata la capacità di riscossione. È noto, infatti, che la probabilità di riscuotere un credito è tanto più alta quanto più il credito è “giovane”. Vanno considerati», conclude il dg di Teateservizi, «anche i benefici per i contribuenti, che si vedono richiedere somme scadute poco tempo prima e, quindi, facilmente verificabili».
Dopo una recente inchiesta in cui sono rimasti coinvolti due ex dipendenti infedeli che si occupavano della riscossione dei canoni idrici, la Teateservizi ricorda a più riprese che il pagamento in contanti non è ammesso per nessuna bolletta: «I metodi di pagamento previsti sono il bollettino di conto corrente postale, il bonifico bancario, F24 e l’innovativo servizio online PagoPA, al quale si può accedere dal sito internet www.teateservizi.it». Restando in tema di tributi, il 17 dicembre scade la seconda rata dell’Imu (Imposta municipale unica).

