In arrivo sei maxi autobotti

30 Agosto 2017

La Protezione civile rifornirà il depuratore Arap per fronteggiare l’emergenza sulla costa

VASTO. Sei autobotti da 120mila quintali di acqua della Protezione civile oggi preleveranno acqua a Mozzagrogna e riforniranno il depuratore Arap di San Salvo per erogare acqua potabile alla popolazione costiera di Vasto, San Salvo e Montenero. È il primo provvedimento preso per far fronte alla drammatica emergenza idrica che attanaglia il Vastese. La pioggia caduta martedì notte non ha certo risolto i problemi.
SUMMIT IN PREFETTURA. Ieri mattina si è tenuta una riunione in prefettura, a Chieti, per programmare le iniziative da prendere nei prossimi giorni. Secondo l’Arap, infatti, venerdì la situazione dovrebbe peggiorare ancora. Alla riunione tecnico-operativa disposta dal prefetto Antonio Corona sono stati invitati a partecipare il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale con delega alla Protezione civile Mario Mazzocca, il responsabile del servizio emergenze Silvio Liberatore, il presidente Arap Giampiero Leombroni, quello della Sasi Gianfranco Basterebbe, il commissario del Consorzio di bonifica, Franco Amicone, Protezione civile, sindaci e rappresentanti dei Comuni rimasti a secco. Tutto è pronto per un richiesta d’aiuto all’Esercito, ma servono risorse economiche per gli alloggi e la permanenza dei militari in città. Il tavolo operativo, presieduto dall’organo di Prefettura, si riunirà ogni giorno. Quotidianamente verrà analizzata nel dettaglio la situazione dell’approvvigionamento idrico ed individuata la capacità-limite delle risorse in uso.
LAVORI ALLA DIGA. Lavori urgenti alla diga sono stati richiesti al Ministero dalla deputata dem Laura Venittelli. La parlamentare del Partito democratico ha depositato una interrogazione a risposta scritta, indirizzata al ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, mirata a far valutare al dicastero l’ipotesi di una revoca della gestione dell’invaso «poiché il Consorzio attualmente in carica si è mostrato inadeguato, non riuscendo a presentare nemmeno la pratica per avviare l’esercizio provvisorio e riempire il sito». La deputata ha evidenziato come sarebbe essenziale e urgente che la gestione della diga di Chiauci fosse affidata a soggetti in possesso dei requisiti essenziali previsti dal foglio di condizioni. «Questo al fine di garantire la sicurezza dell’infrastruttura, l’incolumità delle popolazioni a valle e la salvaguardia delle attività economiche della zona, tra cui l’insediamento industriale di San Salvo e le attività agricole localizzate a valle della diga in ragione della possibilità di beneficiare di un adeguato approvvigionamento idrico proporzionato alle potenzialità - non valorizzate - della diga di Chiauci. Infine, la stessa gestione potrebbe essere affidata agli enti strumentali esistenti della Regione Molise localizzati nel territorio della diga di Chiauci e che già gestiscono in modo adeguato infrastrutture analoghe».
REAZIONI E CRITICHE. Molte altre le reazioni. Ivo Menna contesta l’assenza della politica negli ultimi 30 anni. Marco Di Michele Marisi punta il dito contro il presidente della Sasi. L’opposizione consiliare torna ad invocare un consiglio comunale straordinario. Il consigliere comunale Alessandra Cappa invita le istituzioni a fare un doveroso mea culpa. «La causa principale della crisi idrica dipende dalla rottura della traversa di Pietrafradicia, lungo il corso del Trigno e molto più a valle rispetto a Chiauci, che nonostante i richiami non è stata mai riparata e riattivata», sostiene la consigliera di opposizione, «fatto che avrebbe evitato tanto disagio alla popolazione e all’economia locale. A Vasto e nel Vastese si interviene sempre tardi e male. Il caso del Consorzio di bonifica ed anche quello dell’ex Consorzio industriale sono quanto mai illuminanti a tal proposito», dichiara la Cappa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA