In aula arriva il tablet Rivoluzione nell’insegnamento

La 1ª D della media Antonelli e la sezione di clinica pediatrica scelte in provincia a far parte di un progetto sperimentale
CHIETI.
Integrare la didattica tradizionale con le nuove opportunità offerte dalla tecnologia e, in particolare, dalla rete. Si chiama “Samsung smart future” l’innovativo progetto sperimentale scattato nella scuola media Antonelli, plesso dell’Istituto comprensivo 3 diretto da Paola Di Renzo, e nella sezione scolastica attiva nella clinica pediatrica di Chieti, sempre di competenza del comprensivo numero 3.
L’iniziativa nasce dal partenariato tra la multinazionale Samsung e il Centro di ricerca sull’educazione ai media, all’informazione e alla tecnologia (Cremit) dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
In Abruzzo sono quattro gli istituti attualmente interessati dalla sperimentazione: due nella provincia de L’Aquila, uno nella provincia di Pescara e uno a Chieti, ovvero il comprensivo 3. Dove, ieri mattina, il progetto è stato presentato nell’aula magna della media Antonelli alla presenza, tra gli altri, del professor Francesco Chiarelli, direttore della clinica pediatrica, del sindaco e dell’assessore alla pubblica istruzione Giuseppe Giampietro.
Ma la scena è stata rubata dalle prerogative di un progetto didattico innovativo che cambia, di netto, le classiche regole dell’apprendimento offrendo un prodotto scolastico nuovo e che fa gola ai bambini, molto sensibili a tutto quanto ruota intorno alla rete. Il funzionamento di “Samsung smart future” è semplice. I 27 alunni della prima D sperimentale della media Antonelli, l’unica che osserva in città un orario didattico prolungato fino al pomeriggio, sono stati dotati di un moderno tablet al pari del corpo docente. Stesso discorso vale per i bimbi della scuola pediatrica dell’Istituto comprensivo 3.
«Siamo di fronte ad un’esperienza che rovescia le tradizionali regole dell’insegnamento. Questo perché gli studenti», afferma la dirigente Di Renzo, «beneficeranno di metodologie integrate. Alla vecchia e cara lavagna, infatti, si abbineranno moderni tablet per ottimizzare la preparazione sui vari argomenti di studio selezionati di volta in volta dal corpo docente».
Non basta. Cambierà anche l’approccio degli alunni alle materie apprese di solito in classe.
«Gli alunni si gestiranno autonomamente. Interagiranno, anche da casa, con i docenti e si presenteranno in classe», aggiunge Di Renzo, «già documentati a dovere sulla lezione annunciata dagli insegnati. In questo modo ogni studente apprenderà con i propri ritmi di studio affinandoli in classe dove verranno formati gruppi di lavoro distinti».
Il progetto dell’Istituto comprensivo 3 è coordinato dal professor Gianfranco Puddu, coinvolge un intero consiglio di classe e, complessivamente, quattordici docenti.
«L’obiettivo» annuncia Di Renzo, «è allargare il format didattico anche alle altre classi».
Jari Orsini
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