In aula l’emergenza lavoro Uccelli: «Io non la firmo»

29 Agosto 2014

Ortona, la proposta di Musa spacca i politici, l’opposizione abbandona il consiglio Il neo consigliere Pd: «É demagogia, per l’occupazione fate qualcosa di concreto»

ORTONA. Strappo tra minoranza e maggioranza sul tema del lavoro. Lo scontro politico tra i due schieramenti politici è avvenuto durante i lavori consiliari di due giorni fa, nel momento in cui il nuovo arrivato in casa Pd, il consigliere comunale Marco Uccelli ha scelto di non firmare l'ordine del giorno sul lavoro proposto dal consigliere di “Città Nostra”, Franco Musa, e tutto ciò ha causato l'abbandono dell'aula da parte dell'opposizione. Il proponente dell'odg aveva illustrato il documento politico che avrebbe portato a brevissimo la convocazione da parte del presidente Ilario Cocciola di un consiglio comunale ad hoc sull'importante e delicato argomento, sottolineando che: "la grave crisi occupazionale del territorio ortonese e la crisi economica stanno creando una condizione di esasperazione al limite della pericolosità sociale”. Tutti firmano l'atto tranne il consigliere Uccelli, per cui nel rispetto delle regole, senza l'unanimità, l'odg non assume la caratteristica dell'urgenza e quindi della trattazione, a stretto giro, del punto lavoro in una seduta dedicata. A quel punto, dopo l'intervento del consigliere Nicola Fratino che denuncia il gesto di un componente della maggioranza, tutta l'opposizione, compreso il consigliere comunale dell'Idv Simonetta Schiazza che ribadisce di essere una forza di minoranza, lascia l'aula e non partecipa alla prosecuzione dei lavori del consesso. Rimane in aula, però, Patrizio Marino, di Sel, che da tempo si professa consigliere d'opposizione, ma resta seduto solo per affrontare i punti all'ordine del giorno, importanti per la città, tra cui alcuni a sua firma. Il consigliere Uccelli interviene, spiegando il proprio gesto, quando la minoranza oramai era già fuori. «Non ho firmato questo ordine del giorno perché bisogna smetterla di riempirsi solamente la bocca con la parola “lavoro”, senza fare, alla fine, nulla di concreto. Basta con la demagogia», continua, «e infatti con il mio gesto ho voluto dare uno “scossone” sia alla mia maggioranza che alla minoranza. Noi amministratori dobbiamo andare nella direzione di voler discutere veramente di lavoro, di produrre, ripeto, qualcosa, di concreto. Non serve discutere e basta e, alla fine, non si fa nulla». Intanto, la minoranza prende atto di quanto accaduto definendo tale atteggiamento «incomprensibile e irresponsabile» e considerando la centralità della tematica e della problematica, ha deciso di convocare, a breve, un nuovo consiglio comunale con all’ordine del giorno: problematiche occupazionali e lavorative nel territorio ortonese. La richiesta verrà protocollata già nella giornata di oggi. (l.s.)

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