In auto con la droga: «Questa fa paura»

Ecco le intercettazioni dei tre giovani arrestati: i grossi carichi acquistati a Pescara e San Severo. Venerdì gli interrogatori
LANCIANO. Saranno sentiti venerdì i tre giovani arrestati dai carabinieri per lo spaccio e le violenze contro chi non pagava la droga. Michael Cicchetti, 28 anni, di Paglieta, Alexander Mastrippolito, 20 anni, originario di Civitella Messer Raimondo e residente a Santa Maria Imbaro, e Manolo Spinelli, 30 anni di Lanciano (assistiti rispettivamente dagli avvocati Domenico Frattura, Antonella Marchetti e Maura Sgrignuoli), compariranno in tribunale davanti al gip Massimo Canosa per gli interrogatori di garanzia. Quel giorno saranno sentiti anche A.P., 52 anni, di Fara San Martino (assistito dall’avvocato Italo Colaneri del foro di Chieti), sottoposto ad obbligo di dimora, e I.F., 42 anni, di Casoli, che ha l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
I cinque sono stati raggiunti lunedì da misure cautelari in seguito all’attività investigativa, coordinata dalla Procura, denominata “Dance monkey” (dall’ossessione che uno degli indagati aveva per questa canzone), che ha smantellato una fitta rete di micro spaccio da Lanciano alla costa e fin nei comuni dell’entroterra. Un’attività redditizia per la banda, il cui giro d’affari, stimato dagli investigatori, si aggirava sui 50mila euro al mese. Hashish e marijuana venivano venduti a 10 euro al grammo, ma la stessa quantità di cocaina fruttava tra gli 80 e i 100 euro. Gli indagati andavano a rifornirsi delle sostanze stupefacenti a Pescara o nel Foggiano (San Severo), come emerso dalle conversazioni che i militari, diretti dal capitano Vincenzo Orlando, hanno intercettato nei mesi delle indagini.
È il 23 ottobre scorso quando Cicchetti e Spinelli si recano nel capoluogo adriatico per acquistare un carico di marijuana da un chilo. L’acquisto avviene in serata e alle 22 l’auto del Cicchetti viene fermata e perquisita da una pattuglia. I militari trovano solo 12 grammi di erba ma è lo stesso indagato, intercettato più tardi, ad ammettere con un amico: «Se mi facevano dieci minuti prima mi prendevano con un chilo! Lo sai che significa?». E ancora: «Comba’, c’avevo un chilo qua dentro… L’ho riportato io da Pescara, dopo ci siamo fermati ad una fratta, ce lo siamo scambiati io e Manolo». Per poi commentare la qualità della sostanza acquistata: «Era buona, faceva paura». I consumatori sono giovani e meno giovani, alcuni senza lavoro, da qui la difficoltà a pagare le somme dovute per la sostanza acquistata. In questi casi la banda non si faceva scrupoli ad usare la violenza per ottenere il denaro: minacce di ritorsioni per telefono, il padre di un debitore aggredito con il tirapugni, l’auto bruciata alla madre di un altro cliente riottoso a saldare il suo debito di droga.

