In auto contromano, muore don Enrico

Il sacerdote parte da Loreto diretto a Casalbordino, ma sbaglia svincolo, fa inversione e si schianta con un Tir
«Una persona capace di essere vicina a tutti»: le parole dei suoi fedeli raccontano più di ogni altra cosa don Enrico Liberatore, sacerdote di 72 anni nato ad Atri e parroco a Casalbordino, che ieri mattina è morto nella sua auto finita contro un Tir a Loreto, alle porte di Ancona. Nella città mariana era stato per alcuni giorni in occasione di un incontro tra religiosi e ieri stava rientrando in Abruzzo.
La tragedia, improvvisa, intorno alle 8. Il sacerdote era alla guida della sua Fiat Punto e si è immesso sulla statale 16 da uno svincolo, a Villa Musone. Ma dopo pochi istanti ha improvvisamente fatto inversione di marcia, finendo con l’auto contro un Tir carico di letame condotto da C.M., 34enne residente a Celano.
L’impatto è stato violentissimo: l’utilitaria è stata colpita sulla fiancata sinistra, si è girata su stessa ed è finita contro il guard rail sull’opposta corsia di marcia. Nell’urto lo sportello del lato conducente si è staccato e l’uomo è stato sbalzato fuori finendo in una piccola scarpata.
I soccorsi sono stati immediati e in poco tempo sul posto sono arrivate le ambulanze e l’elicottero del 118, ma per il sacerdote non c’è stato nulla da fare. Sarà la polizia stradale di Ancona, a cui sono stati affidati i rilievi, a ricostruire la dinamica cercando di fare chiarezza sui motivi che hanno portato il religioso a fare l’inversione: gli investigatori non escludono l’ipotesi che l’uomo, all’ultimo minuto, possa essersi accorto di aver dimenticato qualcosa e per questo abbia deciso di tornare indietro facendo l’inversione.
Il primo ad arrivare nella città marchigiana è stato il fratello, don Guido Liberatore, parroco nella chiesa di Sant’Agnese a Pineto. La salma è stata trasportata all’ospedale di Torrette e nelle prossime ore dovrebbe rientrare a Pineto dove saranno celebrati i funerali.
Don Enrico attualmente era parroco al santuario della Madonna dei Miracoli, a Casalbordino. Ma fino al 2011 era stato a Castellalto (in provincia di Teramo) dove ieri sera i fedeli si sono riuniti in chiesa per una veglia di preghiera. «Perchè nonostante non ci fosse più», raccontano, «per noi continuava ad essere una figura di riferimento. Avremmo dovuto rivederlo nei prossimi giorni perchè i contatti erano rimasti frequenti. Una grande perdita per tutta la comunità cattolica. Don Enrico amava stare in mezzo ai giovani e trasmettere il senso delle cose. Era un punto di riferimento per tutti i suoi parrocchiani e sapeva trovare le parole giuste per tutti».
Ordinato nel 1970, il sacerdote era stato anche parroco di Notaresco e successivamente aveva guidato molte altre comunità. Nel 2004, quando era ancora a Castellalto, don Enrico rimase coinvolto in un incidente in montagna. Era scivolato sulle rocce mentre stava facendo una escursione sul Gran Sasso, a quota 2.500 metri. Impossibilitato a muoversi e sprovvisto di telefono cellulare, il sacerdote era rimasto lì per alcune ore prima di essere notato da alcuni escursionisti che avevano dato l’allarme.
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