In azione cento volontari ogni giorno 60 interventi

25 Marzo 2020

Spesa e farmaci a domicilio, ecco i protagonisti del Centro operativo comunale Mancini (Not): i cittadini si comportano bene, vogliono sapere quando finirà tutto

CHIETI. Mascherine, guanti e tute anti coronavirus scarseggiano, ma il volontariato non si ferma. Dallo scorso 12 marzo il Centro operativo comunale (Coc) è in azione con circa 100 volontari per portare spesa e farmaci ad anziani e persone non autosufficienti. Chi avesse bisogno può telefonare ai numeri 389.9511722 e 0871.360701. A coordinare la funzione F3, vale a dire quella relativa al volontariato, è Antonio Mancini, responsabile del Nucleo operativo Teate (Not). È lui, con i suoi volontari, a smistare le telefonate che arrivano – in media 60 al giorno solo per quanto riguarda la spesa – alle diverse associazioni di protezione civile. Partecipano con i propri volontari l’Associazione nazionale dei carabinieri, la cui sezione locale è diretta da Leondino Di Lauro, il Radio club Chieti coordinato da Maurizia Carlone, Teate Soccorso di Donato Marcotullio, Valtrigno di Marco Rosati, la Croce rossa, la cui sezione locale è coordinata da Angela Paolini, gli Angeli del soccorso diretti da Maria Pia Barbetta e la sezione locale dell’Associazione nazionale alpini coordinata da Claudio Pinti. Il Coc ha lasciato la sede abituale che si trovava negli spazi della centrale operativa del 118, al Santissima Annunziata.
«Abbiamo chiesto al sindaco Umberto Di Primio di non farci riunire in ospedale», dice Mancini. «Sia perché ogni spazio del policlinico adesso diventa vitale nella lotta al Covid 19, sia perché avremmo messo a rischio la salute dei volontari. Adesso ci riuniamo nelle nostre sedi. Quella del Not si trova in via dei Frentani: da qui smistiamo le chiamate per svolgere il nostro servizio. Siamo comunque lo stesso ad alto rischio, perché non abbiamo sufficienti presidi di sicurezza. Tutte le associazioni stanno provvedendo a comprare autonomamente ciò di cui hanno bisogno per evitare il rischio di contagio». Il sistema è organizzato in modo tale che non ci siano contatti tra chi va a fare la spesa o a comprare medicine e coloro che ne fanno richiesta. I volontari chiedono di inserire in una busta di plastica soldi e lista delle cose da comprare, la busta viene lasciata davanti alla porta, il volontario la prende e reinserisce nella busta lo scontrino e i soldi di un eventuale resto, depositandola insieme alla spesa davanti alla porta. Per le medicine, soprattutto se si tratta di approvvigionarsi alla farmacia ospedaliera, l’iter è un po’ più complesso, ma i volontari gestiscono tutto via telefono, sempre senza contatti diretti con le persone che li chiamano.
«Sinora tutti gli utenti si stanno comportando molto bene», riferisce Mancini, «non ci sono stati imprevisti. Spesso ci chiamano anche solo per avere un supporto psicologico. Molti ci chiedono quando finirà questo periodo, come se noi potessimo anche prevedere la fine di un’epidemia», conclude Mancini con un sorriso.