In calo le richieste di danni ma è boom di abbattimenti

7 Luglio 2017

Il bilancio della gestione venatoria dell’Ambito di caccia Chietino-Lancianese Di Nardo: questa calamità può essere un’opportunità per il mercato delle carni

ORSOGNA. Il 70% di abbattimenti in più rispetto alla passata stagione venatoria; la diminuzione del 10% sia degli importi richiesti per danni alle economie agrarie e sia delle domande di risarcimento. Infine, l’idea che si possa passare da una vera e propria emergenza sociale, economica e politica a una opportunità economica per tutto l’Abruzzo visto che 2.500 cinghiali abbattuti se rapportati al valore medio di mercato della carne, sono in grado di “muovere” qualcosa come un milione di euro. Partendo da questi dati, l’Ambito territoriale di caccia (Atc) Chietino-Lancianese ha presentato ieri a Orsogna un dossier su attività, risultati e il contributo nella gestione venatoria del cinghiale.
«In linea generale con la tendenza nazionale, anche in Abruzzo, negli ultimi anni, si registra un incremento delle popolazioni di cinghiale e una conseguente affermazione del fenomeno dei danni alle attività agro-economiche», ha spiegato il presidente dell’Atc, Corrado Di Nardo, «già dalla stagione venatoria 2014-2015, nell’Atc Chietino-Lancianese notevoli progressi sono stati fatti in merito alla diffusione di una cultura di gestione della specie. Grazie all’adozione di strategie di gestione che valorizzano e responsabilizzano in primis il ruolo e il contributo insostituibile delle squadre di caccia in braccata, grazie alle attività di prevenzione messe in campo e allo svolgimento di numerosi corsi di formazione dei cacciatori, l’Atc Chietino-Lancianese ha segnato un salto di qualità su scala regionale, indirizzandosi verso un miglioramento dei modelli di gestione del cinghiale, fondati su basi tecnico-scientifiche e su di una programmazione a medio termine delle strategie adottate». Diversi gli interventi di gestione delle popolazioni di cinghiale messi in atto dall’Atc Chietino-Lancianese per contribuire alla mitigazione degli impatti negativi sulle economie agrarie: caccia collettiva, caccia di selezione, interventi di controllo numerico tramite abbattimenti selettivi, costituzione del servizio di “Pronto intervento cinghiale” e del “Gruppo di emergenza cinghiale”, prevenzione dei danneggiamenti alle coltivazioni attraverso l’uso di recinzioni elettrificate.
La collaborazione del comitato di gestione dell’Atc Chietino-Lancianese e dei propri tecnici faunistici con i cacciatori e con la polizia provinciale ha permesso di raggiungere nell’ultima stagione venatoria (2016-2017) la quota di 2.447 abbattimenti (+70% circa rispetto alla precedente stagione venatoria), con numeri da primato su scala regionale: 1.723 cinghiali abbattuti dalle squadre in braccata tra ottobre e dicembre 2016; 379 cinghiali abbattuti in attività di controllo sotto il coordinamento della polizia provinciale soprattutto negli istituti faunistici preclusi alla caccia e nell’area non vocata; 345 cinghiali abbattuti in caccia di selezione nelle zone delle squadre in braccata e nell’area non vocata tra marzo e il 15 giugno.
«Il successo inedito su scala regionale raggiunto nella caccia di selezione, con una media di circa 5 cinghiali abbattuti al giorno in poco più di 3 mesi concessi da calendario regionale», aggiunge Giovanni Giuliani, tecnico faunistico, «è testimonianza del positivo livello di organizzazione messo in campo dall’Atc che deve contare sulla collaborazione delle squadre di caccia».
L’Atc Chietino-Lancianese continuerà a guardare alla gestione della vicenda cinghiali col senso di responsabilità degli ultimi anni. «Crediamo che in futuro», conclude Di Nardo, «non solo si possano contenere le criticità che la presenza del cinghiali determina sui territori, ma che si possa trasformare quella che oggi appare “un’emergenza” sociale, economica e politica, in un’opportunità economica per il territorio abruzzese. Si pensi solo che 2.500 cinghiali abbattuti, quelli del nostro Atc, se rapportati al valore medio di mercato della carne, sono potenzialmente in grado di “muovere” quasi un milione di euro».
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