In carcere si impara l’arte della sartoria

17 Gennaio 2018

Inaugurato il laboratorio per 30 detenuti con attrezzature per il confezionamento. Chiavaroli: opportunità per gli ospiti

VASTO. Una sartoria che consentirà il recupero sociale per molti detenuti con circa 30 postazioni con relative attrezzature per la cucitura e il confezionamento dei capi. Taglio del nastro ieri mattina nella Casa lavoro di Torre Sinello del laboratorio di sartoria da parte del sottosegretario alla giustizia Federica Chiavaroli. Alla cerimonia, che sancisce il raggiungimento di un importante traguardo, hanno preso parte accanto alla direttrice della Casa lavoro, Giuseppina Ruggero, il sindaco di Vasto, Francesco Menna e il vicesindaco Paola Cianci, l’assessore provinciale Giovanni Di Stefano, l’onorevole Maria Amato, il procuratore capo di Vasto, Giampiero Di Florio, il giudice Italo Radoccia e molte altre autorità. La struttura antisismica è dotata di uno spogliatoio con armadietti e docce.
«Sono orgogliosa di questo laboratori», ha detto il sottosegretario Chiavaroli. «La sartoria traduce quello che la Costituzione chiede e ritiene debba essere la funzione della pena detentiva: cioè non solo un percorso punitivo, ma semmai un percorso rieducativo e di reinserimento sociale. L’obiettivo si coglie soprattutto con le attività di formazione e con il lavoro, che si fanno nel carcere. Agli ospiti della Casa lavoro di Punta Penna viene offerta ora una opportunità: imparare un mestiere, per avere una nuova chance nella vita. È solo così che si torna sulla via della legalità».
L’iniziativa rientra in un progetto molto più ampio deciso dal governo per promuovere e potenziare le attività già in essere nell’istituto e promuovere vere e proprie filiere produttive.«Lavoro come speranza di vita e trattamento rieducativo», ha detto il sindaco Menna, «questa Casa lavoro è fra le più importanti del Paese».
Il nuovo progetto oltre a favorire il riscatto sociale dei detenuti, porterà anche un notevole risparmio alle casse del ministero. La scelta del carcere vastese non è casuale. Più volte il carcere di Torre Sinello ha dimostrato di essere un istituto-modello per via dei progetti di reinserimento lavorativo degli ospiti. Entusiasta la direttrice dell'istituto, Giuseppina Ruggero: «Il progetto fu avviato nel 2013 e messo a bando nel 2016. Ora la sartoria è una realtà». Da anni in collaborazione con il Comune, alcuni detenuti di Torre Sinello vengono utilizzati per la pulizia della riserva di Punta Aderci.
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