In casa il market della cocaina: arrestati

Blitz dei carabinieri: in manette padre e figlio minore, il maggiore denunciato. «Via vai di giovani da mattina a sera»
CHIETI. Un negozio della droga a orario continuato. Ecco cos’era diventata la casa perquisita venerdì dai carabinieri: un market dove comprare cocaina e hashish dalla mattina presto fino alla sera. Il capofamiglia, Massimo Di Nardo, 48 anni, e il figlio minore Danilo (22) sono stati arrestati per spaccio: già in passato erano finiti nei guai, il padre anche per storie di armi. Il figlio maggiore Moreno Giuseppe (28), invece, se l’è cavata con una denuncia. Le dosi erano custodite in un calzino nascosto dentro una grondaia e in un vasetto di vetro lasciato nella credenza. Lo stupefacente, secondo le ipotesi investigative, era destinato all’area metropolitana. Il capofamiglia si trovava in detenzione domiciliare, ma la misura non è servita per fermare il giro d’affari illecito.
Il blitz dei carabinieri di Francavilla, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco e dal luogotenente Antonio Solimini, è scattato nell’abitazione di contrada ponte Zelis dopo settimane di accertamenti. A fine dicembre un tossicodipendente era stato fermato con quasi 3 grammi di cocaina dopo un incontro avuto con Danilo in piazza Sant’Alfonso. Qualche giorno dopo, in un normale controllo domiciliare, gli investigatori avevano notato uscire dall’abitazione dei Di Nardo una donna di Ortona conosciuta per i legami con il mondo dello spaccio. «È la mia nuova compagna», si era giustificato il capofamiglia. I militari hanno monitorato per giorni quella casa, notando un via vai di giovani a tutte le ore. Così è scattata la perquisizione con i cani antidroga. E i carabinieri hanno scoperto un intero kit dello spaccio: due bilancini di precisione, un coltello per il taglio dello stupefacente con la lama ancora sporca di hashish, numerose bustine e la mannite, uno zucchero utilizzato per raddoppiare il volume della cocaina e guadagnare di più diluendo la sostanza. Diciotto grammi di cocaina erano nascosti in un calzino, a sua volta avvolto in asciugamano da bidet e infilato in una grondaia accessibile dalla finestra del corridoio che porta alle camere da letto. In un cassetto della stanza dove dormono Massimo e Danilo c’erano calzini identici a quello che conteneva la droga. Altri 8 grammi di cocaina sono stati sequestrati nella zona giorno, insieme a un bilancino di precisione lasciato tra le pentole sporche.
Padre e figlio minore, su disposizione della procura di Chieti, sono finiti in carcere. Massimo è stato anche denunciato per minaccia a pubblico ufficiale: durante l’operazione ha rivolto frasi offensive ai militari: «Quando ti togli quella divisa, ti faccio la pelle». Ieri gli arrestati, difesi dall’avvocato Giancarlo De Marco, sono stati interrogatori. «La droga non è nostra», si sono difesi, «ma di un altro componente della famiglia». Il giudice Isabella Maria Allieri ha confermato il carcere per Massimo e disposto i domiciliari per Danilo.
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