In cenere anche le dune della zona protetta

6 Agosto 2020

Distrutta la vegetazione del litorale, l’assessore Cianci: «Lo scenario è una ferita al cuore, ci rialzeremo»

VASTO. Un’ampia fetta di vegetazione retrodunale è andata distrutta, ma in alcuni tratti le fiamme sono arrivate fino alle rarissime dune che caratterizzano la parte meridionale del litorale vastese. È una ferita al paesaggio lo scenario che offre il tratto di costa all’interno della riserva Marina di Vasto con annesso sito di interesse comunitario (Sic). Il violento rogo divampato martedì pomeriggio non ha ridotto in cenere solo le piante protette e la fauna tipica di quell’habitat naturale (anfibi e rettili), ma ha anche messo in luce l’abbandono di rifiuti. Bombole di gas, bottiglie di vetro, plastica, lattine e materiale edile, che prima erano nascosti dalla vegetazione, sono ora ben visibili, rivelando un diffuso malcostume che non risparmia neanche le aree protette.
«I danni ambientali sono ingenti e lo scenario è una ferita al cuore», commenta l’assessore Paola Cianci, «grazie a tutti coloro che sono intervenuti: vigili del fuoco, protezione civile, polizia municipale e forze dell’ordine. Grazie anche ai cittadini che si sono subito attivati per dare una mano. Sapremo rialzarci anche questa volta, insieme».
Il tratto interessato all’incendio è tra il complesso residenziale Dino Sciò e l’Hotel Sabrina. Per fortuna le fiamme si sono fermate 20 metri prima della pinetina presente nella parte iniziale della riserva naturale, ma i titolari degli alberghi e i cittadini che in quel tratto di litorale hanno le case, hanno temuto fino all’ultimo che il rogo potesse spingersi anche da quelle parti. «Poteva succedere l’irreparabile», commentano i proprietari del Park Hotel Resort, «sono dieci anni che sollecitiamo con lettere, mail e pec la manutenzione, la potatura e il taglio delle piante secche. Non osiamo immaginare cosa sarebbe potuto succedere se le fiamme si fossero spinte fino alla pinetina. Sarebbe stato un disastro nel disastro». (a.b.)