In centinaia danno l’addio allo chef ucciso dall’ubriaco

24 Aprile 2018

Chiesa di San Francesco gremita, lacrime e rabbia per il frontale nel tunnel  Striscione dei tifosi del Chieti, l’abbraccio dei vecchi amici dell’Alberghiero

CHIETI. “Ciao chef. Tifa il tuo Chieti da lassù”. I tifosi del gruppo 89 Mai Domi hanno salutato con queste parole, scritte su un lungo striscione affisso davanti alla chiesa del Tricalle, Francesco Luciani, il cuoco morto venerdì notte in un incidente stradale sullo scorrimento veloce che dalla Colonnetta va verso Brecciarola. Ieri i funerali nella parrocchia di San Francesco Caracciolo al Tricalle, affollata come non mai. In prima fila c’erano la moglie Teresa Castorani, dipendente degli istituti riuniti di assistenza San Giovanni Battista, e i figli, Michael e Carola. Tra i banchi tantissimi giovani: gli amici dei figli, accorsi in massa per far sentire il loro sostegno. Tra i tanti manifesti di cordoglio spunta anche quello della scuola di Carola, il liceo Gonzaga. C’è pure quello dei colleghi della Dussman, l’azienda che cura il servizio mensa all’ospedale di Pescara dove lavorava il cuoco. Loro lo salutano con un semplice “ciao chef”. E al funerale c’erano anche i colleghi chef, con cui oltre 30 anni fa aveva frequentato l’Istituto alberghiero di Villa Santa Maria. Gli anni sono passati ma loro non l’hanno dimenticato. «Eccentrico, solare, sempre disponibile», lo ricorda così l’ex compagno di classe Claudio Ciccotti, arrivato da Scanno per partecipare al funerale. «E non è un modo di dire. Lui era veramente così», aggiunge, «un fabbricatore di sorrisi». Tra gli ex dell’Alberghiero giunti al funerale, uno ha deciso di non continuare la carriera in cucina ed è diventato prete. Don Mauro Di Domenica ha così concelebrato il funerale insieme a don Panfilo Argentieri che ha ricordato come il matrimonio tra Francesco e Teresa fosse stato il suo primo matrimonio celebrato nella parrocchia di San Francesco Caracciolo. Al Tricalle il cuoco era arrivato solo dopo sposato. Francesco era cresciuto a Borgo Marfisi, come hanno ricordato il gruppetto di amici intervenuti per dare l’estremo saluto all’ex ragazzo del Borgo che ha perso il papà da giovanissimo e forse anche per questo è cresciuto in fretta. Sempre pronto a venire incontro agli altri, qualora si sentissero in difficoltà. La chiesa strapiena al Tricalle lo ha dimostrato. Lavorando all’ospedale, è capitato più di una volta che si trovasse vicino ad amici e conoscenti in momenti difficili. In quelle occasioni dava il meglio di sé, con forza d’animo e calore umano.
E ora in tanti chiedono giustizia. Francesco Luciani è morto alla guida della sua Smart scontrandosi con un camioncino guidato da un uomo di origine marocchina, residente a Chieti, che secondo i rilievi condotti dalla Polizia stradale guidava in stato di ubriachezza. A stare a quanto ha raccontato un testimone, che seguiva il camioncino bianco sullo scorrimento veloce verso la Colonnetta, il mezzo ha prima iniziato a sbandare per poi invadere la corsia opposta e centrare la Smart guidata dal cuoco, sbalzato fuori dall’abitacolo. È andata meglio alla ventiseienne di Tocco da Casauria che viaggiava accanto a lui. La ragazza, operata d’urgenza nella notte, ha una prognosi di 30 giorni. (a.i.)
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