In centro storico strade già a pezzi

21 Agosto 2018

Via Santarelli dissestata dopo i lavori di 5 anni fa. Via Carusi resta chiusa

CHIETI. A luglio del 2013 l’inaugurazione del nuovo manto stradale con risistemazione anche di tutti i sotto servizi. Cinque anni dopo la strada è di nuovo a pezzi. Sono bastati due giorni di pioggia per rendere impercorribile via Santarelli. La strada, un senso unico a scendere da via Madonna degli Angeli a piazza Venturi, accoglie un centinaio di famiglie, oltre che la sede del comando regionale dei Carabinieri. Nella parte più dissestata il Comune ha sistemato una serie di divieti di sosta, oltre all’obbligo di non procedere a più di 10 chilometri all’ora. «I lavori del 2013 sono stati fatti a regola d’arte, li ho controllati personalmente. Ma evidentemente i materiali utilizzati non erano di prim’ordine. Basta osservare le rotture che ci sono state a monte e a valle della strada per capire che lo strato d’asfalto steso è troppo sottile». A sostenerlo è Domenico Santarelli, generale a riposo ed ex comandante della caserma Spinucci, uno dei residenti che si è sempre battuto perché la strada fosse sistemata. «Chiediamo al Comune», aggiunge Antonio Pontrelli, «di controllare un po’ di più questa strada. Dai problemi che sta avendo ora a cose più semplici: come la segnaletica verticale dimenticata. All’inizio della via ad esempio mancano le frecce direzionali del senso unico. Prima della ristrutturazione i segnali c’erano. Poi non li hanno più rimessi, hanno bucato il terreno per sistemarli e hanno persino lasciato i buchi a vista, senza riempirli».
Situazione difficile anche in via Carusi. La strada verteva già in pessime condizioni ma la pioggia dei giorni scorsi ha peggiorato notevolmente la situazione. Soprattutto nella prima parte della strada, un tratto coperto di sanpietrini che il Comune ha dovuto chiudere. «Abbiamo avuto paura: la strada sembrava un fiume d’acqua, i sanpietrini divelti sono ancora ammucchiati in fondo alla discesa», dice Rosaria Di Francesco. Due grossi buchi, senza più sanpietrini, mostrano infatti il vuoto sotto la carreggiata. Il rischio è che possa crollare. «In questa strada c’è una mancanza cronica di manutenzione», aggiunge Luigi Treppiedi, «devo ringraziare il Comune, e in particolare l’assessore Mario Colantonio, che ha fatto sistemare la pubblica illuminazione. Ma poi non è stato fatto più nulla. Eppure, questa strada è molto frequentata, perché rappresenta un facile collegamento pedonale tra il quartiere di Filippone e il centro storico. Serve un intervento di ristrutturazione radicale, non più rinviabile». (a.i.)
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