In cinque rischiano il processo per il caso del Megalò 3

27 Marzo 2017

CHIETI. Il sindaco Umberto Di Primio è accusato di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sul Megalò 3, il nuovo intervento commerciale da realizzare a Santa Filomena, nei pressi del centro...

CHIETI. Il sindaco Umberto Di Primio è accusato di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sul Megalò 3, il nuovo intervento commerciale da realizzare a Santa Filomena, nei pressi del centro commerciale Megalò. Al termine dell'indagine della squadra Mobile di Pescara e della Forestale, i sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia dell'Aquila hanno chiesto il rinvio a giudizio per cinque persone. Oltre a Di Primio ci sono l'imprenditore Enzo Perilli, titolare della società che voleva realizzare la struttura e comproprietario del terreno, Michele Colistro, ex segretario generale dell'Autorità di bacino, e i due tecnici Paolo Di Martino e Giovanni Melozzi. Secondo l’accusa, Di Primio avrebbe ricevuto la promessa di offerte in denaro da parte di Perilli, in cambio di agevolazioni per la realizzazione della nuova struttura commerciale a ridosso del fiume Pescara. Perilli si sarebbe offerto di pagare la campagna elettorale per la rielezione a sindaco di Chieti e di sanare la situazione economico-finanziaria personale del sindaco. Secondo l’accusa un debito di 435.000 euro. Anche Colistro avrebbe dovuto agevolare l’iter di realizzazione del Megalò 3 in cambio di soldi e benefici. Secondo la Procura, per Colistro ci sarebbero state «più dazioni di denaro contante» oltre «all’utilizzo a titolo gratuito, per circa sei mesi, di una villa trifamigliare di 300 metri quadri con annessa area esterna di pari estensioni, ubicata a Montesilvano». Per Di Primio, invece, l’accusa parla solo di promesse. (a.i.)