In città 3.100 tra romeni, albanesi e ucraini
CHIETI. Ha raggiunto quota 3.100 il numero degli immigrati regolarmente residenti a Chieti. Per il 60% sono donne, che vengono in città per motivi di lavoro. Si tratta infatti di un’immigrazione di...
CHIETI. Ha raggiunto quota 3.100 il numero degli immigrati regolarmente residenti a Chieti. Per il 60% sono donne, che vengono in città per motivi di lavoro. Si tratta infatti di un’immigrazione di tipo stanziale e non di passaggio: chi viene a Chieti lo fa per trovare un’occupazione stabile e per restare a vivere in città. Romeni, ucraini e albanesi sono le popolazioni maggiormente rappresentate.
Le donne vengono per trovare un impiego soprattutto nel settore domestico e dei servizi, gli uomini in quello dell’edilizia e della metalmeccanica. Gli albanesi si spostano generalmente con tutta la famiglia. Per quanto riguarda le altre due popolazioni dell’Est Europa, è più facile che arrivino donne sole in cerca di impieghi da badante, una buona parte del loro stipendio viene poi inviata alle famiglie lasciate nei paesi d’origine. È presente anche una immigrazione proveniente dalla Cina e dall’Africa. I dati arrivano dal Centro servizi immigrati del Comune che ha sede in viale Amendola 53, al piano terra. Il servizio è gestito da Tatiana Careri e fa riferimento al piano sociale dell’Ambito distrettuale numero 8 a cui Chieti appartiene insieme al comune di Casalincontrada. A coordinare i diversi servizi del piano sociale è l’assessore alle politiche sociali Emilia De Matteo. «Del piano», spiega l’assessore, «fa parte anche il Segretariato sociale che, con i due sportelli a Chieti alta e allo Scalo, ha gestito tutta l’attività dei sostegni alla popolazione in difficoltà nell’ambito dell’emergenza Covid. A partire dai buoni spesa».
All’interno della popolazione immigrata, quelli che hanno fatto maggiormente ricorso ai buoni spesa durante l’emergenza sanitaria sono stati i Nigeriani, i cui arrivi sono aumentati di recente sul territorio cittadino. (a.i.)
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