«In città non c’è allarme ma occorre più vigilanza»

24 Gennaio 2016

Nel giorno del colpo allo Scalo la prima assemblea partecipativa dà risposte Il questionario distribuito al campione di cittadini diventa un esperimento pilota

CHIETI. Trentacinque domande, sottoposte ad una platea composta da rappresentanti delle istituzioni locali, delle forze dell’ordine, dei Club service, delle associazioni di categoria e, soprattutto, da un campione di studenti dell’università D’Annunzio, per registrare, con un innovativo metodo scientifico sperimentato per la prima volta in Italia, la percezione della sicurezza urbana avvertita in una città che si conferma, per lo più, tranquilla.

Primo esperimento di assemblea deliberativa e partecipativa, ieri, all’interno della sala Cascella della Camera di commercio. Dove è stato somministrato un questionario sulla sicurezza urbana ad una cinquantina di presenti. Ebbene a Chieti non ci sono criticità anche se, specie allo Scalo, il sindaco ha confermato l’esigenza di affinare il coordinamento tra le forze dell’ordine per migliorare i parametri di sicurezza già esistenti. Inoltre Di Primio, imbeccato dal professor Antonello Canzano, promotore dell’iniziativa nonché responsabile del Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali dell’università D’Annunzio, ha annunciato come il Comune si stia adoperando per installare nuovi sistema di videosorveglianza sia sul Colle che allo Scalo.

Il dibattito, moderato dal giornalista del Centro Lorenzo Colantonio, ha reso partecipe tutti gli intervenuti che sono stati chiamati a rispondere a trentacinque quesiti. Le schede, al termine della giornata, sono state ritirate dai docenti della D’Annunzio che ne elaboreranno i contenuti per poi girarli alle forze dell’ordine ed al Comune. L’ente, infatti, dovrà tener conto dei suggerimenti che arriveranno dalla popolazione per indirizzare l’azione amministrativa futura.

«L’intento dell’assemblea- spiega il professor Canzano- è rendere la cittadinanza consapevole di ciò che accade in città. Con i quesiti sottoposti valuteremo l’insicurezza urbana, ovvero il timore di essere vittima di reati, il disordine urbano derivante dall’incuria in città e lo stress culturale, ossia l’estraneità delle persone dal contesto cittadino». Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti, ha reso noto gli esiti del questionario sulla sicurezza promosso tra le imprese del territorio nell’ambito del progetto “Legalità, mi piace.” «Il 92% degli intervistati ha lamentato l’aumento dei fenomeni criminosi a Chieti e provincia dove, comunque, non ci sono emergenze sociali. Solo il 20% delle imprese ha un’assicurazione mentre il 30%- dice Tiberio- ha un impianto di videosorveglianza. Bisogna comunque restare vigili». L’attento Giustino Zulli ha lodato l’iniziativa, in virtù del rapporto virtuoso instaurato tra Comune e università, ma ha invitato ad usare con le molle gli esiti del sondaggio dal momento che l’Istat ha confermato la diminuzione, negli ultimi tre anni, dei reati criminosi in Italia, in regione e a Chieti città. Cinzia Turli, del Club service I Marrucini, ha sottolineato l’importanza di fare rete e cose concrete per il sociale in città; Caterina Galluccio, docente della D’Annunzio, che ha elogiato il significato della percezione quale «processo ineliminabile che fa informazione». E Cinzia Di Vincenzo ha portato la sua esperienza in fatto di parteciapzione a proposito delle 8mila firme raccolte per la De Meis. Il sindaco ha concluso: «L’intenzione è ripetere tale esperimento anche su altri temi. Tutti sono pronti a giudicare chi amministra la “cosa pubblica” ma è bene che i cittadini siano consapevoli di quale è l’impegno profuso nel governare e nel ricercare le opportune soluzioni».