In città strade e piazze vuote I negozianti: siamo in ginocchio

Molte attività costrette a chiudere con la zona rossa e chi è rimasto aperto fa i conti con i pochi clienti Le associazioni di categoria lanciano l’appello alle istituzioni: serve il massimo sostegno al settore
CHIETI . Commercio in ginocchio con l’avvento della zona rossa. Il settore, già duramente provato dai problemi cronici della città, è ora in forte affanno. Molti i negozi costretti a chiudere con l’avvio della zona rossa, ma non stanno molto meglio quelli che hanno il permesso di continuare a lavorare, perché in giro non si vede più nessuno. Gabriella D’Orazio, gestore del bar Vittoria, non chiude proprio per non far spegnere l’ennesima luce in corso Marrucino: «In giro c’è pochissima gente, ma noi restiamo aperti per offrire comunque un servizio. Il bar Vittoria è un simbolo del centro cittadino, non possiamo chiuderlo». Concetta De Sanctis, della copisteria Edidesan, sta valutando l’orario ridotto: «Il pomeriggio non c’è proprio nessuno, magari si può valutare di restare aperti solo alla mattina. Il problema è anche che, a causa del cantiere in piazza San Giustino, passa ancora meno gente. Insomma, non ci sono solo i problemi derivanti dall’entrata in zona rossa, ma anche quelli, tutti teatini, di una città dove mancano i parcheggi». La scalina Assunta Ronca ne ha vissute di tutti i colori: «Ho aperto la mia profumeria-pelletteria il 29 febbraio scorso, l’8 marzo l’ho dovuta chiudere per il lockdown. Non mi è toccato alcun ristoro perché l’anno prima non c’era fatturato. Ora posso restare aperta perché, come profumeria, vendo articoli per igiene personale ma, scattata la zona rossa, in giro non c’è nessuno. E inoltre mi hanno anche transennato tutti gli articoli di pelletteria che non posso vendere. Non mi resta che passare le giornate a fare l’uncinetto dietro al bancone».
Omar Postiglione, titolare del negozio di abbigliamento Made in Omar in corso Marrucino, è uno di quelli che non si perde d’animo. Il passaggio dalla zona arancione a quella rossa ha comportato la chiusura totale, ma lui va avanti con la vendita tramite i canali social: «È un servizio che abbiamo sperimentato da tempo», dice, «funziona soprattutto con la clientela fidelizzata. Mostriamo gli articoli via web e poi consegniamo a domicilio o spediamo la merce. L’online ti aiuta e ti tiene impegnato, ma ovviamente la nostra forza è il contatto sociale. Noi comunque siamo fiduciosi: aspettiamo che questi giorni durissimi passino senza cedere a rabbia o allarme, che in questo momento non servono a nulla».
Le associazioni di categoria intanto premono perché le istituzioni assicurino il massimo sostegno al mondo del commercio. Il direttore regionale di Confesercenti, Lido Legnini, lancia l’allarme sui ristori: «La zona rossa al momento è un provvedimento della Regione e non dello Stato, vorremmo quindi essere certi che gli aiuti statali siano assicurati ugualmente», dice, «noi siamo per misure anche più restrittive, purché si possa riaprire il più presto possibile. Al Comune chiediamo, invece, di attrezzarsi con la vendita e la consegna a domicilio». Per Marisa Tiberio, presidente provinciale di Confcommercio, in città «c’è malcontento e grande preoccupazione. Aumentano le diseguaglianze, non tutte le categorie sociali hanno pagato le conseguenze della pandemia nello stesso modo: c’è chi aumenta nelle proprie tasche il risparmio e c’è chi, come gli imprenditori, vede aumentare solo i debiti. Il governo sottovaluta le problematiche di alcuni settori, magazzini pieni di merce ordinata 10 mesi fa, gli affitti, le tasse, i costi fissi e le utenze. A questo si aggiunge la difficoltà ad onorare gli impegni di fine mese con i nostri fornitori». Per il direttore di Confartigianato Chieti-L’Aquila, Daniele Giangiulli, «la situazione in città è drammatica, non solo per chi è stato costretto a chiudere, ma anche per chi ha potuto restare aperto e porta avanti l’attività con mille difficoltà. In giro non c’è nessuno, manca la fiducia dei consumatori. Noi auspichiamo che il lockdown finisca presto. Siamo per un’apertura generalizzata, sotto stretto controllo dal punto di vista della sicurezza, con sanzioni per chi trasgredisce». Intanto l’assessorato al commercio fa sapere di voler andare incontro alle esigenze degli esercenti con una piattaforma e-commerce comunale.

