In Comune mancano dipendenti: dovrebbero essere 114 in più

La pianta organica prevede trecento unità, ma dall’ultima ricognizione emerge che sono solo 186 Dissesto e situazione finanziaria condizionano assunzioni e utilizzo di fondi per opere pubbliche
CHIETI. In municipio mancano all’appello 114 dipendenti. Tante sono le unità di cui deve fare a meno la macchina organizzativa del Comune di Chieti, stando alla ricognizione periodica di “eccedenze e condizioni di soprannumero del personale in servizio da valutarsi alla luce di esigenze funzionali o connesse alla situazione finanziaria”. In base alla pianta organica, rapportata al numero di abitanti, l’amministrazione teatina dovrebbe infatti avere in totale trecento unità: un dato che prende come base la popolazione residente alla data del 31 dicembre 2020, penultimo anno precedente a quello in cui il Comune ha deliberato l’adesione alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. Erano allora 49.193 i residenti, e considerando che i centri nella fascia demografica compresa tra 20.000 e 59.900 abitanti devono avere un dipendenti ogni 152 abitanti, ne consegue che a Chieti dovrebbero essercene 332,2, o comunque non oltre il limite massimo di 330. La pianta organica ne prevede comunque 300 ma ce ne sono 186: sono perciò 114 le unità che mancano all’appello.
Non è un mistero che il Comune soffra una grave carenza di personale, al punto da mettere a rischio alcuni servizi. La riduzione delle spese contenuta nel piano delle assunzioni e la revisione della dotazione organica, nell’ambito del ricorso alla procedura di risanamento dei conti, fondamentale per rientrare dallo squilibrio finanziario, si ripercuotono sull’esercizio di alcune funzioni fondamentali e sulla gestione di milioni di fondi europei che andranno a finanziare una serie di lavori pubblici. I progetti nel giro di qualche anno dovranno cambiare il volto della città, ma si rischia di non rispettare i cronoprogrammi. Il predissesto condiziona le assunzioni di personale, dirigenti compresi. Nei giorni scorsi l’esecutivo ha infatti approvato l’assunzione a tempo determinato di un dirigente per coprire il cosiddetto secondo settore, ossia pubblica istruzione e social, ed è stato bandito un avviso interno. Tuttavia, essendo il Comune in predissesto, il nuovo contratto deve passare necessariamente al vaglio della commissione ministeriale per la stabilità finanziaria degli enti locali.(a.r.)
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