In consiglio mancano i numeri, salta il confronto su Teateservizi

12 Aprile 2024

L’opposizione attacca: «Maggioranza arrogante, Ferrara non è più nelle condizioni di guidare la città» E scoppia la lite anche sulla bandiera della pace comparsa durante l’ordine del giorno sulla Palestina

CHIETI. Ennesimo consiglio comunale saltato per mancanza del numero legale. La maggioranza non tiene e così la seduta di ieri è andata avanti fin quando la minoranza ha avuto interesse a restare in aula. L’assise ha votato solo il primo punto all’ordine del giorno presentato dal consigliere di opposizione Mario De Lio sull’istituzione del servizio del “nonno vigile” davanti alle scuole cittadine. Poi la minoranza, compreso il consigliere Alberto Chiavaroli, è uscita dall’aula e il consiglio è terminato. Non è mancato un fuori programma che ha richiamato l’attenzione delle forze dell’ordine presenti in aula, per l’esposizione di una bandiera della pace che, secondo il presidente del consiglio comunale Luigi Febo, non si poteva portare. Ne è nato un battibecco tutto interno alla maggioranza che ha visto protagonista il capogruppo di Liberi a sinistra Silvio Di Primio che la pensava diversamente. Il consiglio si è chiuso all’insegna di nervi tesi in maggioranza, mentre l’opposizione ne ha approfittato per attaccare il sindaco Diego Ferrara. Tutto rinviato dunque a una nuova convocazione, compreso il punto più atteso, quello sul futuro di Teateservizi.
NIENTE BANDIERE IN AULA
La bandiera è stata portata dall’ex consigliere comunale di Rifondazione e docente del Liceo classico Gianni Scarsi in occasione dell’ordine del giorno del consigliere Di Primio intitolato “No alla guerra, costruire la pace in Palestina”. Per assistere alla discussione era arrivata anche una quindicina di persone tra cui l’ex consigliere. L’ordine del giorno era, infatti, correlato da oltre 500 firme che erano state raccolte in città. I sostenitori sono dovuti tornare a casa senza poter assistere all’approvazione del documento, con la bandiera della pace che dopo i battibecchi è rimasta poggiata su una sedia. «Vergognoso l’atteggiamento della minoranza», ha detto al termine Di Primio, «che è uscita dall'aula facendo cadere il numero legale. Alcuni consiglieri d’opposizione avevano firmato essi stessi l’ordine del giorno: facessero pace con se stessi».
OPPOSIZIONE ALL'ATTACCO
«Meno male che il sindaco si era vantato in un’intervista sul Centro di saper trovare sempre la quadra con assessori e consiglieri», ha ironizzato la capogruppo di Azione politica Serena Pompilio, «dichiarazioni immediatamente smentite dai fatti. Questa amministrazione ha bisogno di andare sempre in seconda convocazione, dove servono numeri minimali, e ha bisogno sistematicamente di dare strapuntini per guadagnarsi il voto di qualche finto dissidente. Una lunga agonia spacciata per un gran successo tanto da annunciare ricandidature inaspettate». Il capogruppo di Forza Chieti Maurizio Costa ha parlato anche di «arroganza di questa maggioranza che non ha più i numeri. Di fronte a tale arroganza non ci è sembrato giusto mantenere noi il numero legale».
TEATESERVIZI
L’ultimo punto all’ordine del giorno, presentato da Edoardo Raimondi (Liberi a sinistra), avrebbe dovuto fare chiarezza su Teateservizi, dopo le polemiche degli ultimi giorni (con la richiesta di una seduta a tema). Raimondi chiedeva infatti la «individuazione delle modalità di gestione dei servizi in precedenza affidati alla Teateservizi». Ma nessuno ha potuto rispondere. Nel frattempo l’assessore Massimo Cassarino ha confermato di aver inviato al curatore Guglielmo Flacco la bozza del contratto per la gestione dei tributi nel caso il curatore decidesse di chiedere l’esercizio provvisorio. Il curatore attende un necessario passaggio in giunta per avere a disposizione la proposta di contratto che invierà al giudice delegato Marcello Cozzolino nel caso di richiesta dell’esercizio provvisorio. Sarà poi il giudice a decidere.