In due assaltano il bancomat delle Poste

29 Aprile 2016

Fiamma ossidrica e piede di porco per sradicarlo dal muro e rubare 10mila euro, ma a San Martino nessuno se ne accorge

CHIETI. Erano le 7 di ieri quando il primo utente dell’ufficio postale di San Martino, in viale Unità d’Italia, è andato sul posto per un prelievo al bancomat e si è trovato di fronte una scena inimmaginabile. Al posto del bancomat c’era un buco, la pesante cassaforte era stata scardinata dalla sua sede naturale e lasciata scassinata sul piazzale. Il signore, noto titolare di una concessionaria di auto della zona, ha subito allertato la polizia, che è arrivata ancora prima della direttrice della filiale e delle impiegate.

L’assalto è stato compiuto nella notte sicuramente da più di due persone. L’ufficio postale si trova sulla Tiburtina, a poca distanza dal casello autostradale di Dragonara, ma la sede è un po’ internata rispetto alla strada. La palazzina che lo ospita a pian terreno contiene anche altri appartamenti. In particolare, proprio sopra all’ufficio postale abitano delle studentesse universitarie che hanno riferito di essere rimaste sveglie sino alle due di notte per guardare un film in tv e che fino a quell’ora non avevano sentito nulla di strano. Un assalto nel silenzio, dunque, visto che neanche gli altri condomini, né i residenti delle palazzine vicine dicono di aver sentito rumori.

Per compiere l’operazione sembra siano stati usati un piede di porco e una fiamma ossidrica. I ladri hanno per prima cosa oscurato le telecamere del sistema di videosorveglianza, spruzzando dello spray sopra l’obbiettivo. E poi hanno agito indisturbati. L’ufficio è dotato anche di un allarme che, però, non è scattato. Toccherà alle forze dell’ordine capire perché non abbia dato l’allerta. Quello che ha funzionato, invece, è il macchiatore di banconote, un sistema ideato proprio per combattere i furti con scasso. Consiste in un gettito d’inchiostro indelebile che macchia la banconota rendendola di fatto inutilizzabile. Proprio questo sistema ha fatto sì che molte banconote siano state lasciate all’interno della cassaforte scassinata. Pare, però, che il sistema non abbia macchiato tutto il contenuto del bancomat e, in particolare, abbia salvato la cassetta dove si trovavano i pezzi da 50 euro, spariti in una certa quantità. L’entità del furto è ancora al vaglio degli esperti, quello che comunque si può escludere con certezza è che sia superiore ai 10 mila euro. (a.i.)