In due rapinano le Poste Clienti chiusi in bagno

20 Settembre 2016

Liscia. Magro il bottino: circa 300 euro. L’auto del raid abbandonata sull’Istonia Il dipendente-sindaco: «Banditi giovani, malore per una donna allo sportello»

LISCIA. Le mani in tasca, il volto coperto da passamontagna, il tono della voce sussurrato. In due ieri mattina poco dopo l’apertura hanno fatto una rapina nell’ufficio postale di Liscia. Un terzo complice li attendeva all’esterno al volante di una Fiat Uno grigia abbandonata dopo il colpo sulla Provinciale Istonia. Il bottino è di circa 300 euro, il denaro contante che era nei cassetti in quel momento. Il direttore dell’ufficiononché sindaco del paese, Donato Di Giacomo, è stato chiuso in bagno insieme a due clienti che in quel momento erano vicino alla cassa.

«I rapinatori erano giovanissimi e minuti», racconta Di Giacomo. «A voce bassa mi hanno ordinato di entrare in bagno con le clienti e hanno chiuso la porta. Non posso dire se fossero o meno armati perché avevano le mani in tasca. Una delle due signore si è sentita male. Appena li ho visti andare ho dato un calcio alla porta facendola aprire e liberando le signore», racconta il dirigente in passato vittima di un’altra rapina a Schiavi di Abruzzo.

I due giovani hanno aperto la cassa e altri cassetti ma non essendo giorno di pagamenti in quei tiretti c’era ben poco. Impossibile aprire la cassaforte a tempo. I due rapinatori hanno afferrato le poche banconote trovate e sono usciti salendo a bordo della Uno che li aspettava con il motore acceso. L’auto si è allontanata in direzione della fondovalle Treste. È stata recuperata dai carabinieri poco dopo sulla Provinciale. Un residente è riuscito a fotografare la Uno, risultata rubata, ma la sagoma dei rapinatori non è distinguibile. «Se avessimo avuto una telecamera forse avrebbe aiutato i carabinieri a identificare almeno uno dei tre. Discuteremo di questo in consiglio comunale», annuncia il sindaco Di Giacomo. «Liscia non è certo avvezza alle rapine. Questo fino a qualche anno fa era davvero un posto dove le porte di casa erano superflue. Ora i cittadini vivono barricati e hanno le grate a porte e finestre», aggiunge il sindaco. Il problema riguarda tutti i piccoli comuni del Vastese.

Poche ore prima della rapina a Liscia, a Casteguidone è stato svaligiato l’appartamento di un’anziana ricoverata in ospedale. La malavita organizzata non c’entra. È difficile che una banda organizzata decida di fare una rapina di lunedì in un ufficio che apre a giorni alterni. Gli investigatori propendono per una gang della zona. A supportare l’ipotesi è il comportamento dei rapinatori. Incappucciati e preoccupati di non far riconoscere la voce. I carabinieri della Compagnia di Vasto, diretti dal maggiore Giancarlo Vitiello, faranno analizzare accuratamente la Uno alla ricerca di impronte. (p.c)

©RIPRODUZIONE RISERVATA