In duecento restano senza stipendi

Chieti Solidale, la rabbia dei sindacati: «Il Comune non ha più soldi»
CHIETI. Salta il pagamento degli stipendi per gli oltre 200 lavoratori di Chieti Solidale. Il trasferimento di 232mila euro che il Comune ha fatto alla Chieti Solidale non basta a pagare anche gli stipendio. Il Comune in crisi di liquidità non è in grado di far fronte alle scadenze dell’azienda speciale, anche se il sindaco Umberto Di Primio ha assicurato ai sindacati che gli stipendi verranno pagati a breve. I soldi della tassa sui rifiuti non sono ancora entrati nelle casse dell’ente a causa del ritardato invio dei bollettini da parte della società pubblica di riscossione Teateservizi. La prima rata della Tari era fissata per la scorsa domenica 15 aprile. Teateservizi aveva ammesso il ritardo nella spedizione, anche se aveva assicurato che in settimana il problema sarebbe stato risolto. Ma così non è stato.
«Visto che c’è di mezzo anche il 25 aprile, credo che i lavoratori di Chieti Solidale potranno vedere il loro stipendio solo a fine mese», dice Smeraldo Ricciuti della Confsal Fenal, uno dei sindacati che ha espresso le maggiori preoccupazioni nell’incontro con il sindaco Di Primio sulla prospettiva di fusione tra Chieti Solidale e Teateservizi. «Una fusione che ci spaventa per le possibili ricadute occupazionali», continua Ricciuti, «soprattutto a seguito dei tagli che lo stesso sindaco ci ha comunicato nel corso dell’incontro. Ridurre i fondi per i servizi sociali del 15% significa andare avanti con 210mila euro in meno». La situazione preoccupa non poco tutte le organizzazioni sindacali. In particolare Confsal, presente all’incontro sindacale con Ricciuti e con Adriana Panara e Cisl presente con Cecilia Febbo hanno posto il problema dell’equità di trattamento per tutti i lavoratori.
Tutto rinviato ora all’incontro del 30 aprile quando il sindaco incontrerà nuovamente le organizzazioni sindacali per presentare il piano industriale della Chieti Solidale che dovrebbe prevedere la fusione con Teateservizi. Il sindaco ha assicurato ai sindacati che i lavoratori resteranno tutti al loro posto. Ma in questo momento di cambiamenti e incertezze i sindacati chiedono al primo cittadino maggiori sicurezze. (a.i.)
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