In funzione altre 15 telecamere Villa e piazze ora sono più sicure

1 Luglio 2021

L’iniziativa finanziata con il progetto “Scuole sicure” della polizia municipale e concluso al Cianfarani Sotto osservazione continua cinque punti ritenuti meta preferita dei più giovani: ecco quali sono

CHIETI. Villa comunale e piazze cittadine più sicure grazie al nuovo sistema di videosorveglianza attivato dal Comune. Nella giornata di ieri sono state infatti accese 15 telecamere nelle piazze principali della città. Sono state finanziate grazie al progetto “Scuole sicure” avviato dalla polizia municipale che ieri, nell’auditorium Cianfarani del parco archeologico della Civitella, ha visto la sua giornata conclusiva. Il sistema di videosorveglianza fa capo alla polizia municipale che ha scelto anche dove sistemare le telecamere: sono stati individuati cinque siti, ritenuti meta preferita dei più giovani, anche in virtù del fatto che si trovano vicino ad alcune scuole della città. Tre sono sul colle e due allo Scalo: si tratta della villa comunale, di piazza Vico e della Trinità, a Chieti alta, e di piazzale Marconi e piazza Carafa allo Scalo. Le immagini arriveranno direttamente alla centrale operativa della polizia municipale e saranno messe a disposizione di tutte le forze di polizia.
Il sistema di videosorveglianza è venuto a costare 14mila euro. I fondi sono stati individuati all’interno del finanziamento ministeriale di 30mila euro che il Comune ha ricevuto grazie al progetto “Scuole sicure” che si è concluso ieri con la manifestazione di chiusura al Cianfarani, alla presenza di tutti i protagonisti. Proprio nel corso dell’iniziativa il sindaco Diego Ferrara e la comandante della polizia locale Donatella Di Giovanni hanno annunciato l’attivazione delle nuove telecamere. «Vogliamo dare ai nostri giovani una città più sicura», ha detto il sindaco Ferrara, «e penso che dovremmo riproporre questo progetto, al momento dedicato ai soli studenti delle superiori, partendo anche dagli alunni di età inferiore». Presente all’incontro anche l’arcivescovo metropolita Bruno Forte che ha ricordato come «la dipendenza sia una mancanza assoluta di libertà e dignità». E ai giovani ha mandato un monito: «Nella vita si trovano risposte quando si hanno domande vere. La domanda più grande è quella sul senso di tutto. Ed è proprio una caratteristica dei giovani quella di porsi grandi domande».
Il progetto “Scuole sicure” nasce in seno alla passata amministrazione comunale ed è stato ripreso in corsa dall’attuale, che lo ha portato avanti nonostante i limiti oggettivi della pandemia da Covid-19. A idearlo è stata la comandante Di Giovanni che ha pensato di suddividerlo in due: da una parte la richiesta delle telecamere, dall’altra una campagna di sensibilizzazione contro le dipendenze. Non solo la droga, ai ragazzi delle scuole superiori partecipanti è stato chiesto di riflettere sulla dipendenza in generale, comprese quelle dai social, dal gioco, dal cibo, oppure da un amore malato. Gli studenti, assistiti dal direttore artistico Antonello Angiolillo, ci hanno riflettuto attraverso elaborati grafici e video che hanno fatto affiorare i frutti delle politiche di prevenzione ma anche tante emozioni. Si è deciso anche di cogliere l’occasione di attraversare l’argomento attraverso la celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante. Hanno partecipato all'iniziativa tutti i sette istituti superiori della città.
Alla manifestazione conclusiva sono stati presenti anche la responsabile del Serd (Servizio dipendenze della Asl) Paola Fasciani, la docente Daniela Puglisi e il viceprefetto Domenica Calabrese.
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