In manette i due rapinatori del cimitero

14 Aprile 2019

La polizia arresta la coppia che ha aggredito madre e figlia per arraffare borsa e anello: le due donne in ospedale per choc e ferite

LANCIANO. Sono in carcere i due giovani che, venerdì pomeriggio, hanno aggredito e derubato madre e figlia al cimitero. Nino Nuccio, 35 anni, di Lanciano, e Giuseppe D’Urso, 40, originario di Napoli ma residente a Lanciano, devono rispondere di rapina. La polizia li ha intercettati e bloccati in via Per Fossacesia, a bordo del Fiat Doblò bianco segnalato prontamente subito dopo la rapina avvenuta nel cimitero di Madonna del Carmine. Intorno alle 15,30 madre e figlia, 70 e 49 anni, erano in visita alla tomba del marito e padre, quando sono state avvicinate da due uomini su un furgone. Avevano un cappuccio in testa, occhiali scuri e barba lunga.
A scendere per primo è stato Nuccio che ha minacciato la più giovane: «Guai se parli, sono fatti tuoi». I due le hanno strappato di dosso la borsa, che conteneva 100 euro e gli effetti personali. L’anziana è intervenuta per difendere la figlia, ma è stata spintonata. Non contenti i rapinatori hanno afferrato la mano sinistra della 49enne e le hanno sfilato, di forza, la fede nuziale dal dito. Nella foga, però, l’anello è andato perduto. I due, a quel punto, sono risaliti sul Doblò, che aveva anche la targa coperta, e si sono dati alla fuga in direzione del centro di Lanciano. Le due donne, spaventate e sotto shock, sono uscite dal cimitero e hanno dato l’allarme. Nella vicina Autofficina Memmo si trovavano, per motivi personali, un carabiniere e un poliziotto non in servizio. I due hanno immediatamente allertato i rispettivi comandi. Le forze dell’ordine si sono quindi lanciate sulle tracce del furgone. È stata una volante del commissariato, che si trovava già in giro per controlli, ad intercettare e a bloccare il Fiat Doblò in via Per Fossacesia.
Ad inchiodare i due rapinatori è stato il ritrovamento, all’interno del veicolo, della refurtiva, ossia la borsa portata via alla 49enne. Per Nuccio e D’Urso è subito scattato l’arresto per rapina e il trasferimento nel carcere di Villa Stanazzo. I due hanno precedenti per furti e altri reati predatori. Nuccio, inoltre, guidava con la patente sospesa ed era affidato ai servizi sociali. Nei prossimi giorni saranno interrogati.
Le due donne sono state portate in pronto soccorso. La violenza e la minaccia subite hanno provocato ad entrambe un forte stato di agitazione: la madre ha avuto 4 giorni di prognosi, mentre la figlia ieri era ancora ricoverata e tenuta sotto osservazione, oltre ad avere contusioni alla mano.
«È stato un gesto vile, la fede ha un valore simbolico e affettivo», sottolinea il dirigente del commissariato, il vicequestore Lucia D’Agostino, «ma siamo soddisfatti per aver dato un’immediata risposta alla collettività, questi reati destano allarme sociale».
Le indagini ora proseguono per capire se i due arrestati sono responsabili di altri episodi registrati a Lanciano e nei comuni vicini. Nell’ultimo periodo si è verificata una decina di casi, furti con strappo o rapine, nelle contrade di Trastulli e Sant’Amato, vicine a Madonna del Carmine, ma anche a Castel Frentano, Treglio, San Vito. Le vittime sono quasi sempre donne, anche anziane. Una parrucchiera è stata rapinata all’uscita del suo negozio, un’altra donna alla fermata dell’autobus, altre mentre entravano in auto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA