In manette i ladri di prosciutti e formaggi

Coppia arrestata e minorenne denunciato come autori dei raid nei negozi della città. Vetrine spaccate con mazze di ferro
LANCIANO. Una coppia arrestata e un minorenne denunciato per i furti con spaccata commessi in città ai danni di diversi bar ed esercizi commerciali. È il bilancio delle indagini condotte da carabinieri e polizia e coordinate dalla Procura. I tre sarebbero gli autori di una decina di colpi messi a segno tra novembre e dicembre scorsi. Ad incastrarli le immagini delle telecamere e le testimonianze dei cittadini.
Gli arrestati. Sono Mauro Renato Cupido, 26 anni, e Tomassina Ranalli, 25, entrambi di Lanciano. Nei confronti della coppia è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip Francesco Marino, per furto aggravato e porto di armi o oggetti atti ad offendere. Insieme a loro il fratello minorenne di lui è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura minorile dell’Aquila. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Rosaria Vecchi, sono state condotte, in sinergia, dalla compagnia carabinieri e dal commissariato di polizia di Lanciano.
I furti. Tra la metà di novembre e gli inizi di dicembre sono poco meno di una decina i colpi messi a segno ai danni di esercizi pubblici e negozi. Tra i primi quello alla parrucchiera in via Dei Funai, dove con una grossa pietra i ladri distruggono la vetrina e portano via prodotti per capelli. La stessa notte, sempre con un masso, provano a sfondare l’ingresso della bottega alimentare in via Bochache. Ci riescono una settimana dopo usando una spranga di ferro, ma i rumori allertano i vicini e in due vengono denunciati. Il culmine dei raid viene raggiunto nella notte tra il 25 e il 26 novembre. Ad essere “visitati” sono almeno cinque esercizi pubblici e commerciali: tre bar, un fruttivendolo e un alimentari. Gli autori sarebbero la coppia e il fratello minore di lui. Le modalità sono sempre le stesse: mandano in frantumi le vetrine e sfondano le porte servendosi di bombole di gas, mazze ferrate. Per questo la Procura contesta loro anche il porto d’armi o di oggetti atti ad offendere.
Le indagini. I sospetti nascono poiché in più di un caso i tre sono immortalati dalle telecamere. Fondamentali per la chiusura dell’inchiesta sono le immagini estrapolate dalle videocamere di sorveglianza, ma anche la testimonianza dei cittadini e la presenza delle forze dell’ordine che intervengono prontamente. Così, in alcuni casi, è stato possibile ritrovare gli “arnesi” appena utilizzati per sfondare le vetrine e raccogliere le testimonianze “a caldo” di chi ha assistito alle irruzioni. Oltre ai soldi contenuti nei registratori di cassa, gli indagati hanno rubato anche generi alimentari - prosciutti, forme di grana e reggiano, salami - nonché attrezzi per parrucchiere come piastre, phon, ferri arricciacapelli e prodotti cosmetici.
Stefania Sorge
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