In mobilità 70 lavoratori della San Marco

Di Sciullo (Uilm): fase d’incertezza con la proroga degli affitti dei capannoni per soli sei mesi, pronti i contratti di solidarietà
LANCIANO. Prosegue l’allerta per la San Marco, storica azienda del Frentano per la costruzione di lavorazioni destinate al settore automotive e militare con sedi a Lanciano e Atessa. L’azienda, ceduta al gruppo Stola dopo il fallimento sotto la gestione dei fratelli Sideri, ha da poco annunciato l’apertura della procedura di mobilità per riduzione del personale di 70 unità. A lanciare l’allarme è la Uilm, per voce del componente della segreteria provinciale, Achille Di Sciullo. «La tensione è altissima tra i lavoratori dei due stabilimenti», spiega il sindacalista. «L’annuncio della mobilità si va poi ad aggiungere ad una situazione già di estrema incertezza. Gestiremo gli esuberi con gli ammortizzatori sociali tra cui i contratti di solidarietà che la Uilm è disposta a firmare per tutti i lavoratori e non solo per una parte, ma restiamo comunque molto in apprensione».
E preoccupa anche la faccenda del rinnovo del contratto di affitto degli stabilimenti. Dopo il fallimento della San Marco, l’azienda era stata ceduta in affitto dalla curatela fallimentare al gruppo Stola di Torino per due anni rinnovabili di altri due. Alla fine dello scorso aprile è scaduto il contratto di affitto. Per oltre 200 famiglie di dipendenti la prospettiva di non sapere come e con chi continuare a lavorare è un ennesimo motivo di angoscia. Il rinnovo del contratto è stato infine formalizzato nei giorni scorsi. Ma ci sono timori anche in questa fase: per la prima volta in 4 anni il rinnovo ha riguardato un periodo di appena sei mesi e non di un anno. Si proseguirà sulla strada già tracciata quindi solo fino al 31 ottobre. Un tempo che i dipendenti vedono troppo limitato per risolvere definitivamente una questione che si trascina da anni. «Oltre alla mobilità per riduzione del personale», prosegue Di Sciullo, «preoccupa che siano stati chiesti e concessi solo sei mesi, quando i sindacati avevano fatto riferimento a un periodo di almeno un anno. La Uilm chiede con forza che vengano tutelati gli attuali livelli occupazionali della San Marco con uno sforzo anche da parte del gruppo Stola, visto che possiede anche altri siti produttivi in Val di Sangro (la Irma, ndc) che potrebbero far fronte alle esigenze lavorative delle oltre 200 famiglie della San Marco».
L’azienda è stata dichiarata fallita dal tribunale di Lanciano nel 2012. Attualmente gli ordinativi arrancano dal settore militare, ma si lavora bene nel comparto della sub fornitura Sevel. Nelle prossime settimane dovrebbero aprirsi le aste per la vendita dei due siti produttivi. Il timore, anche in questo caso, è che un ipotetico compratore possa smembrare le attività e l’azienda con gravi conseguenze per i posti di lavoro.
Daria De Laurentiis
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