In ospedale mancano 5 primari

25 Giugno 2016

Da Neurologia a Ortopedia: posti vacanti nei reparti di punta. Paolucci: «Concorsi da luglio»

LANCIANO. Da una parte le notizie che confermano il Renzetti come ospedale Dea di I livello, e non uno di base con solo cinque reparti, e i soldi per la realizzazione del nuovo presidio. Dall’altra le voci che parlano di ridimensionamenti, di problemi relativi anche, e soprattutto, alla mancanza di primari e del rischio che vengano tagliate le unità operative complesse, con la conseguente necessità di rivedere il progetto del nuovo presidio nell’area attuale. Nel mezzo c’è un ospedale che al momento, per le ferie estive, vede reparti accorpati, l’Osservazione breve multidisciplinare attivata ma con personale preso dall’Otorino (a sua volta accorpato alla Chirurgia) e la mancanza di cinque primari con un sesto dirigente, ovvero la direttrice sanitaria Marzia Mucci, che a settembre andrà in pensione, da “rimpiazzare”. E sono reparti importanti ad avere primari facente funzioni in attesa dei concorsi: in Pediatria c’è da tempo Fabio Pace, in Neurologia Maurizio Maddestra, in Anestesia e Rianimazione la responsabile è Nadia Carosella, mentre in Medicina c’è Arsenio Pompeo e in Ortopedia Enrico Marvi. Nomi importanti, di medici che da tempo sono al Renzetti.

«Questa carenza di primari c’è da troppo tempo», è stato evidenziato anche dal centrodestra durante la campagna elettorale, «non è che si punta a far rimanere i posti vacanti per poi tagliare le unità complesse?». È questa la domanda che ci si fa, la quale sembra sottintendere già una risposta: ci saranno altri tagli. Sarebbe un dramma, però, visto che negli anni della giunta di Gianni Chiodi al Renzetti è stato tagliato di tutto, compresi oltre cento posti letto, e perché queste unità sono reparti di punta del presidio. In Neurologia c’è la Stroke Unit (per la cura dell’ictus), l’unica della provincia; l’Ortopedia è sempre stracolma di pazienti come la Medicina, per non parlare della Pediatria, l’unica rimasta in zona dopo la chiusura del reparto anche ad Ortona, o del reparto di anestesia-rianimazione senza la quale non si muove foglia. «Non ci saranno tagli», assicura l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, «come annunciato in campagna elettorale, i concorsi per i primari si faranno. Sono stati sbloccati i fondi. Il primo luglio partirà il bando per il concorso in Pediatria e a seguire gli altri. Il Renzetti è l’unico presidio per acuti della zona: non può essere depotenziato». L’assessore ha ribadito anche l’arrivo dei soldi per l’ospedale nuovo. «Dopo 6 anni di chiacchiere e una rivalutazione del valore delle aree di risulta dei presidi, i soldi dallo Stato ci sono», dice Paolucci, «il ministero della Salute ha annunciato che le Finanze hanno concesso 101.921.056 euro a fronte di un investimento per i nuovi ospedali di 228.522.549 euro. La restante parte sarà finanziata per 50 milioni dalla vendita delle aree di risulta -che non valevano 107 milioni come asserito dalla ex giunta Chiodi- e 50 milioni da un mutuo della Regione. Per quanto riguarda il nuovo Renzetti il costo è di circa 85 milioni di euro. Si può partire con il progetto».

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