«In ospedale tornino i servizi» Ora la polemica va sul web

24 Luglio 2020

ATESSA. Ospedale San Camillo, poliambulatori, distretto sanitario: la polemica corre sul web. Non solo Atessa, ma un ampio territorio (montano e distante dai centri importanti tanto da essere la...

ATESSA. Ospedale San Camillo, poliambulatori, distretto sanitario: la polemica corre sul web. Non solo Atessa, ma un ampio territorio (montano e distante dai centri importanti tanto da essere la principale motivazione per ottenere ospedale di area disagiata) sono lasciati all'abbandono. La Asl e la politica, adesso, devono dare solo risposte e anche urgenti. «I comunicati, gli annunci e le indiscrezioni di questi giorni fanno ben sperare per il ritorno di quanto sottratto quattro mesi fa al nostro San Camillo e sono un segnale che la battaglia del comitato inizia a dare i suoi frutti. Ma, al di là dei proclami e degli annunci in pompa magna, nei fatti non ancora possiamo usufruire di alcun servizio» afferma in una nota il Comitato spontaneo in difesa del territorio che aggiunge: «I disagi si moltiplicano e il malcontento diffuso traspare dalle esternazioni di tanti cittadini del territorio che, ogni giorno, inondano i social delle loro esperienze spiacevoli. La misura è ormai colma, soprattutto per il ripristino di servizi come quelli distrettuali che non richiedono particolari accortezze organizzative e che prima dell'emergenza furono smantellati in sole 48 ore».
«Volevo ringraziare tutte le persone che hanno permesso la chiusura dell’ospedale e dei suoi ambulatori, creando non pochi disagi per i cittadini (immagino gli anziani)», scrive su una pagina social Monica che aggiunge: «Un grazie al numero verde del Cup che da più di 10 giorni ci delizia con i suoi dischetti senza poter prendere prenotazioni telefoniche (ulteriore disagio). Invece un grazie reale va agli operatori del Cup di Atessa che lavorano con grande umanità e professionalità. Ringrazio ancora questi signori per tutti i disagi che stiamo subendo».
«Insomma», conclude il Comitato, «riportate al San Camillo quanto avete tolto e abbiate la coscienza di non farci assistere a proclami per ciò che, con enorme ritardo, ci ridarete. Il ritorno di servizi e l'aggiunta di quanto ci spetta come Area disagiata non è e non sarà un percorso facile e scontato. Senza l'attenzione del comitato si rischia che, in maniera subdola, tante specializzazioni potrebbero tornare declassate: è il caso della reumatologia che da secondo livello potrebbe diventare di base a vantaggio di Chieti». (m.d.n.)