In pensione il direttore dell’Archivio di Stato

CHIETI. Un laboratorio di ricerca in quindici chilometri di scaffalature. È la definizione data all'Archivio di Stato dal suo direttore Pietro Federico, che ha voluto fare il punto della situazione a...
CHIETI. Un laboratorio di ricerca in quindici chilometri di scaffalature. È la definizione data all'Archivio di Stato dal suo direttore Pietro Federico, che ha voluto fare il punto della situazione a pochi giorni da suo pensionamento. «Un anno e mezzo fa eravamo rimasti in tre a gestire l'ufficio», spiega Federico, «in una situazione veramente disperata. Era tutto bloccato: le commissioni di scarto per versare i materiali dagli uffici periferici dello Stato, le alte spese fisse per le utenze, ora ridotte all'osso, i mancati tirocini degli studenti. Oggi siamo in nove, tutti fanno tutto, e non c'è bisogno degli ordini di servizio».
L'Archivio ha ripreso le collaborazioni con le università in modo che gli studenti possano impratichirsi e scoprire un mondo a loro sconosciuto. Far venire fuori le loro capacità e sfruttarle adeguatamente, come l'efficiente sito internet, creato a costo zero da un tirocinante, che può fornire documenti i più disparati on line. I ruoli matricolari dei militari, dal 1862 ad oggi, così come gli stati civili dei Comuni dell'ex-Abruzzo Citeriore fin dalla loro creazione murattiana nel 1809. E inoltre le carte catastali comunali dal Settecento ad oggi, i registri notarli del Cinquecento, e una marea di documenti, ordinati per ogni singolo Comune della provincia, compresi quelli non più consultabili nei Comuni perché bruciati nell'ultima guerra. In buona parte restaurati o in via di restauro. C'è un "fondo" della Brigata Majella, con una cinquantina di "buste". Le "commissioni di scarto" ora funzionano regolarmente. Questo vuol dire che prefettura, guardia di finanza, carabinieri, polizia, vigili del fuoco, tribunali ed altri enti possono "versare", cioè depositare, i loro incartamenti in Archivio, e renderli consultabili nei tempi stabiliti dalla legge. C'è anche una collaborazione con i Mormoni, famosi per i loro archivi di stato civile, che vengono qui ad aggiornarli rendendoli quindi leggibili tramite internet.
Entro quest'anno riaprirà la sezione di Lanciano, chiusa nel 2015, che verrà sistemata nell'edificio dell'Archivio notarile in viale Marconi, grazie anche, ci tiene a dire Federico, alla disponibilità dell'amministrazione comunale per adattare la nuova sede. I registri di Lanciano erano finiti a Moscufo nei locali della Ditta Cisia Progetti, difficilmente consultabili, ma la Cisia, grazie a un accordo, consegna gratuitamente il venerdì nella sede di Chieti il materiale richiesto dagli utenti. Questi ultimi possono lasciare tracce delle loro ricerche che serviranno a chi verrà. Federico è soddisfatto, si augura di poter collaborare col nuovo direttore in servizio dal 1° febbraio, e mostra una vibrazione emotiva quando ricorda l'ex-direttrice Miria Ciarma, scomparsa 4 anni fa, alla quale è stata da poco dedicata la sala-lettura.
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