In pensione in anticipo, l’ente perde altro personale

11 Marzo 2019

Con “Quota 100” in 9 hanno presentato la domanda per le dimissioni volontarie Altri 7 impiegati previsti in uscita. Il sindaco: siamo a un passaggio delicato

LANCIANO. In Comune arrivano i primi pensionamenti anticipati con quota 100. Sono nove finora i dipendenti di Palazzo di città che hanno presentato le dimissioni volontarie per usufruire dei nuovi requisiti fissati dal governo M5S-Lega. E il numero potrebbe aumentare se, calcoli alla mano, altri impiegati comunali troveranno conveniente anticipare di cinque anni il ritiro da lavoro. Ma i nove “quota 100” sono pensionamenti non preventivati e vanno a sommarsi ai sette dipendenti che, per limiti di età o pensione anticipata con legge Fornero, erano già previsti in uscita dalla pianta organica del Comune, che già l’anno scorso ha dovuto dire addio a 17 lavoratori. Al momento sono in nove, tra quelli che rispettano i requisiti dei 62 anni di età anagrafica e almeno 38 anni di contributi, ad aver fatto domanda di pensione. Nella pubblica amministrazione serve un preavviso di sei mesi, per questo non è escluso che il numero aumenti visto che ci troviamo solo a marzo.
I nove quota 100 hanno per lo più tra i 62 e i 65 anni di età, mentre l’anzianità lavorativa varia dai 39 ai 42 anni, quindi meno dei 43 anni e 3 mesi richiesti dalla legge Fornero. Ci sono istruttori direttivi amministrativi, un operatore in servizio al settore affari generali, un istruttore di polizia municipale e perfino un dirigente. Tutte professionalità in servizio da anni a Palazzo di città e che adesso verranno a mancare.
«Anche l’anno scorso, senza quota 100, i pensionamenti sono stati 17, questo perché per oltre 20 anni al Comune di Lanciano non c’è stato turn over», commenta il sindaco Mario Pupillo, «adesso è in atto un vero e proprio ricambio generazionale. Ma è anche un passaggio delicato per l’amministrazione, poiché viene ad esserci una carenza di personale non programmata e senza avere il tempo per trasferire le competenze che questi dipendenti hanno maturato in tanti anni di servizio. Una parte di coloro che andranno in pensione quest’anno potremo rimpiazzarla nel 2020, ma se sarà convertito in legge il Decreto n.4 (che contiene le disposizioni in materia di reddito di cittadinanza e pensioni, ndc), già approvato in Senato, potremo assumere anche nel 2019 per non creare vuoti».
I nove quota 100 andranno in pensione dal 1° agosto, con i ringraziamenti dell’amministrazione per il servizio prestato alle dipendenze del Comune. «Con quello che risparmieremo nei mesi che rimangono fino alla fine dell’anno, circa 80mila euro», dice il sindaco alla prese in questi giorni, insieme alla giunta, con la definizione del bilancio di previsione, «potremo sostituirne almeno tre anche se, con i tempi che richiedono i concorsi, non mancheranno i momenti di crisi. Ma questi sono gli effetti collaterali di quota 100».
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